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L'Irap trova la compensazione

del 10/02/2011
di: di Maurizio Tozzi
L'Irap trova la compensazione
Accertamenti esecutivi, via libera alla compensazione con crediti erariali. Il decreto che disciplina il pagamento dei ruoli scaduti apre anche alle nuove procedure previste dal prossimo 1° luglio. Assorbita anche l'Irap e disciplinate le ipotesi di pagamento parziale, nonché di eventuali eccedenze versate da restituire. Nessuna traccia della certificazione dei crediti verso la pubblica amministrazione.

Seppur ancora al vaglio dei tecnici del ministero, inizia a intravedersi l'assetto del futuro decreto attuativo che dovrà «sbloccare» la situazione per quanto concerne le limitazioni alla compensazione derivanti dagli importi iscritti a ruolo e resisi definitivi e scaduti. Le limitazioni alla «libera» compensazione sono divenute operative lo scorso 1° gennaio allo scopo di superare il sistema che consentiva al contribuente di compensare propri crediti anche in presenza di debiti iscritti a ruolo a titolo definitivo. In pratica, il legislatore ha inteso evitare l'incongruenza di poter compensare altri debiti (e dunque non versare le imposte), da parte di soggetti che risultano essere debitori insolventi, rispetto ai quali si sarebbe dovuta attivare la lunga procedura della riscossione, spesso peraltro vanificata dallo «svuotamento» del patrimonio del debitore.

Sul piano pratico, per chi, in presenza di ruoli scaduti e senza provvedere prioritariamente al pagamento degli stessi, procede comunque all'utilizzo in compensazione di altri crediti erariali, è introdotta una sanzione applicabile nel seguente modo:

- si considera il 50% dell'importo iscritto a ruolo a titolo definitivo e scaduto; tale importo rappresenta il limite massimo della sanzione; si considera altresì il 50% dell'importo compensato; in ogni caso, la sanzione non può essere superiore al 50% dell'importo compensato.

Orbene, a fronte delle lamentele dei vari rappresentanti di categoria, che evidenziavano come in assenza della possibilità di compensare i ruoli scaduti (vista l'assenza del decreto attuativo), il sistema introdotto non era in «equilibrio», bensì penalizzante per i contribuenti, è intervenuta l'Agenzia delle entrate che nel corso delle risposte date alla stampa specializzata ha precisato che:

- il blocco opera in riferimento all'intero credito disponibile per il contribuente;

- in attesa del decreto attuativo, non potendo operare la compensazione, il contribuente può evitare la sanzione se conserva del suo credito «uno zoccolo duro», ossia esattamente un importo pari all'importo definitivo e scaduto;

una volta introdotto il decreto, invece, prima di compensare altri importi dovrà sempre azzerarsi il debito scaduto.

Ad onor del vero, migliore risposta non poteva essere fornita. D'altra parte non si condividono le critiche di coloro che affermano che la norma avrebbe dovuto operare solo limitatamente all'importo definitivo e scaduto e non sull'intero credito. Oltre alla circostanza del chiaro fine della disposizione normativa, appare davvero difficile, sul piano logico, condividere simili conclusioni, atteso che nell'ipotesi di un soggetto che possiede un credito di 1 milione di euro, ha una cartella scaduta di 2 mila euro e ha, altresì, la possibilità di compensare la stessa con parte del credito vantato, davvero non si comprende cosa potrebbe impedire una simile compensazione per poi avere il completo «via libera» sugli utilizzi dei restanti 998 mila euro.

Ciò posto, il decreto attuativo è ormai in dirittura d'arrivo. Anzitutto l'importante precisazione che la compensazione, da effettuarsi mediante le modalità classiche in F24, riguarderà tutti le imposte erariali la cui riscossione è di competenza dell'agente della riscossione, inclusa dunque l'Irap, rispetto alla quale delle perplessità erano state avanzate atteso che proprio nel modello F24 tale imposta non trova collocazione nella sezione «erario». Dopo di che è precisato che il meccanismo della compensazione potrà essere utilizzato anche in riferimento agli importi che, a decorrere dal prossimo 1° luglio, saranno contestati con gli accertamenti «esecutivi», notizia questa certamente positiva e che va in qualche modo a temperare il forte impatto delle nuove procedure di riscossione collegate ai futuri accertamenti, di sicuro notevolmente accelerate. Sarà poi possibile compensare anche gli oneri accessori, compresi gli aggi e le spese a favore dell'agente della riscossione, mentre sono disciplinate anche le ipotesi di:

- parziale compensazione, nel qual caso il contribuente è tenuto a comunicare preventivamente all'agente della riscossione le partite debitorie da estinguere, altrimenti l'imputazione dei pagamenti è effettuata dall'agente della riscossione ai sensi dell'art. 31 del dpr 602/73, laddove nello specifico i commi 3 e 4 prevedono rispettivamente che nei riguardi delle rate scadute l'imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota e che per i debiti d'imposta già scaduti l'imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposte ugualmente garantite con precedenza a quella più remota;

- pagamento in eccesso, nel qual caso il rimborso dell'eccedenza versata sarà effettuato dall'agente della riscossione, previa presentazione di apposita istanza da parte del contribuente.

Non è invece, al momento, ancora disciplinata la procedura per consentire l'utilizzo in compensazione degli importi a credito non prescritti certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti.

Infine, a completezza dell'argomento, è il caso di rammentare che normativamente non sono «bloccati» i crediti diversi da quelli erariali, come ad esempio i crediti previdenziali, che dunque potranno essere compensati anche in presenza di debiti iscritti a ruolo e scaduti, così come non sussistono problemi in ordine alle compensazioni «verticali», mentre la circostanza di aver apposto il visto di conformità per i crediti Iva non impedisce affatto l'applicazione della limitazione alla compensazione se esistono debiti scaduti.

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