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La barca butta l'ancora fiscale

del 09/02/2011
di: di Debora Alberici
La barca butta l'ancora fiscale
Valido l'accertamento induttivo basato sull'acquisto da parte del contribuente di una barca anche se, di fatto, questa viene sempre usata da altri. È quanto affermato dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 3096 depositata l'8 febbraio 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Insomma dovrà versare le maggiori imposte un contribuente di Bari al quale l'ufficio delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento per la maggiore Irpef. In particolare il fisco aveva contestato all'uomo di aver acquistato un terreno e una barca, denunciando così un maggior reddito. Lui ha impugnato l'atto impositivo sostenendo che la barca era stata comprata con un prestito dei parenti. Versione, aveva motivato, suffragata dal fatto che erano proprio questi ad usarla. La commissione tributaria provinciale di Bari gli ha dato ragione, annullando l'accertamento. La decisione è stata poi confermata dalla Ctr pugliese.

I giudici hanno infatti ritenuto che fosse sufficiente a dimostrare la tesi del prestito da parte dei congiunti, la circostanza che gli stessi erano soliti utilizzare l'imbarcazione.

Contro questa decisione il fisco ha fatto ricorso alla Suprema corte e questa volta lo ha vinto. La sezione tributaria ha infatti sottolineato che «in linea di principio, la circostanza dell'utilizzo di una imbarcazione da parte di persone diverse dal proprietario può essere sintomatica di una interposizione fittizia, ma non di un finanziamento fatto dagli utilizzatori a colui che risulta acquirente. Peraltro, la tesi difensiva prospettata dal contribuente è stata accreditata dalla Ctr senza il supporto di una «idonea documentazione», come invece richiede l'art. 38, comma 6, dpr 600/1973». Una questione giuridica, questa, che no ha messo tutti d'accordo all'interno del Palazzaccio. infatti, la Procura generale, al pari della commissione tributaria regionale, aveva chiesto che il ricorso dell'amministrazione finanziaria fosse bocciato.

Ma, ecco cosa hanno sottolineato i giudici in proposito, «non è di ostacolo alla pronuncia di manifesta fondatezza la relazione che abbia concluso invece diversamente». Ora la sentenza tornerà ai magistrati di merito.

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