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Dati extracontabili Accertamento ok

del 08/02/2011
di: di Debora Alberici
Dati extracontabili Accertamento ok
Il brogliaccio trovato nella macchina aziendale dalla Guardia di finanza legittima l'accertamento fiscale. Via libera all'accertamento induttivo fondato su un brogliaccio (o su documentazione extracontabile in genere) rinvenuto durante un'ispezione della Guardia di finanza in un'auto usata per l'attività aziendale, anche senza autorizzazione della Procura.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 2804 del 7 febbraio 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

Insomma dovrà pagare le maggiori imposte un ambulante che, fermato dalla Guardia di finanza, era stato sorpreso con documentazione extracontabile subito sequestrata dagli agenti, con il suo consenso, ma senza l'autorizzazione della Procura.

A sostegno della decisione presa la sezione tributaria ha citato una serie di precedenti sentenze che, negli ultimi anni, hanno dilatato sempre di più il valore probatorio della documentazione extracontabile.

«È legittimo l'avviso di rettifica», hanno ricordato a un certo punto delle motivazioni i giudici, «della dichiarazione della società contribuente fondato su documentazione extracontabile rinvenuta all'interno dell'autovettura dell'amministratore, sottoposta a controllo da una pattuglia della Guardia di finanza senza autorizzazione del procuratore della repubblica, in quanto l'autovettura non era in quel momento adibita ad uso meramente personale o al trasporto per conto terzi ed era da ritenersi un bene appartenente all'impresa».

In questo caso specifico, fra l'altro, la sezione tributaria ha precisato che «non risulta che per acquisire il brogliacco fu necessario procedere all'apertura coattiva di plichi sigillati, borse, casseforti, mobili o simili, che in ogni caso (sempre secondo l'accertamento dei primi giudici - così come riportato dalla sentenza d'appello oggetto di censura in questa sede- e non risultante impugnato) l'acquisizione del brogliaccio avvenne col pieno consenso del proprietario dell'automezzo».

Insomma, la decisione depositata sabato dai giudici del Palazzaccio chiude il cerchio in materia di documentazione extracontabile che è legittimamente utilizzabile dal fisco anche quando viene trovata fuori dall'azienda. D'altronde, dice la Cassazione, «il rinvenimento di una contabilità informale, tenuta su un brogliaccio, costituisce indizio grave, preciso e concordante della esistenza di imponibili non riportati sulla contabilità ufficiale e, perciò, l'Amministrazione finanziaria può procedere ad accertamento induttivo».

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