I dati evidenziati sono stati diffusi dal Dipartimento delle finanze che attraverso l'analisi dei dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi relative all'anno 2007, ha individuato le famiglie fiscali tipo e la distribuzione dei loro redditi sulla base delle aree territoriali del paese. Si tratta di uno studio innovativo i cui contenuti potrebbero, almeno in parte, anticipare proprio le tendenze del nuovo redditometro che, sulla base del nuovo quinto comma dell'articolo 38 del dpr 600/73, sarà infatti direttamente influenzato sia dal nucleo familiare del contribuente sia dall'area territoriale di appartenenza.
Ma veniamo agli elementi più interessanti che si possono rinvenire nello studio in argomento pubblicato sul sito internet del dipartimento delle finanze (finanze.gov.it) assieme agli ultimi dati delle dichiarazioni dei redditi 2008.
Innanzitutto la definizione di famiglia fiscale: si tratta del nucleo familiare che è possibile ricostruire attraverso l'analisi dei dati fiscali.
Essa risulta costituita, a differenza della famiglia anagrafica, «... dal contribuente dichiarante, dall'eventuale coniuge, dichiarante o meno, e da tutti i familiari fiscalmente a carico, indipendentemente dalla effettiva convivenza nella medesima dimora».
L'individuazione delle famiglie fiscali sulla base dell'analisi delle dichiarazioni dei redditi ha permesso di individuarne tre distinte tipologie: famiglie monoreddito sena coniuge (MSC); monoreddito con coniuge (MCC) e infine, famiglie bireddito.
Sono famiglie monoreddito senza coniuge quelle costituite da un solo contribuente, non fiscalmente a carico di altri soggetti, con o senza figli a carico. Caso classico di questa tipologia di famiglia fiscale è rappresentata dai c.d. single, dai vedovi, ecc.
Sono famiglie monoreddito con coniuge quelle costituite invece da nuclei familiari in cui solamente uno dei coniugi è percettore di un reddito dichiarato al fisco mentre sono bireddito i nuclei familiari in cui entrambi i coniugi risultano percettori di redditi.
I risultati raggiunti attraverso le analisi di campionamento statistico effettuate dai tecnici del Mef sulle dichiarazioni dei redditi e sui modelli Cud dell'anno 2007 sono piuttosto sorprendenti. In primo luogo la famiglia monoreddito senza
coniuge (MSC), è risultata essere la tipologia di famiglia fiscale più numerosa con circa 17 milioni di famiglie, pari al 54,3% del totale. Le famiglie bireddito invece sono circa 10,4 milioni mentre quelle monoreddito con coniuge (MCC) si attestano attorno ai 3,9 milioni.
Molto interessante anche l'analisi dei redditi mediamente dichiarati da ognuna delle tre tipologie di famiglie fiscali individuate nello studio del dipartimento delle finanze suddivise per aree territoriali.
I nuclei familiari bireddito dichiarano infatti mediamente redditi attorno ai 42-45 mila euro se ubicate nel nord Italia, 42 mila euro se al centro e soltanto 32 mila euro se residenti al sud e nelle isole.
Le famiglie monoreddito con coniuge dichiarano invece redditi mediamente più bassi rispetto alle bireddito ma anch'esse risultano condizionate dallo stesso fattore territoriale. Si passa infatti dai 38-35 mila euro di reddito delle monoreddito con coniuge del Nord Italia ai 33 mila del Centro per finire con i 28 mila circa del Sud e delle Isole.
Naturalmente i livelli reddituali più bassi appartengono alle famiglie monoreddito senza coniuge (single, vedovi/e, figli percettori di reddito ecc.). Anche per queste tuttavia il dato territoriale assume la stessa valenza già vista per le altre tipologie di famiglie fiscali. Avremo così redditi medi attorno ai 18-16 mila euro nel Nord, 15 mila al Centro e poco sopra i 10 mila nel Sud e nelle Isole.
Si tratta di dati estremamente significativi attraverso i quali è possibile scattare una fotografia in relazione alla capacità reddituale delle varie tipologie di nuclei familiari in relazione all'area territoriale di appartenenza delle stesse.
Naturalmente le analisi e le tecniche di campionamento statistico attraverso le quali le entrate stanno predisponendo il nuovo software di calcolo del redditometro di seconda generazione terranno conto anche di altri fattori extra fiscali che influenzano le tipologie e le composizioni dei nuclei familiari italiani.
È tuttavia difficile pensare che le capacità reddituali che il nuovo software potrà esprimere si discostino notevolmente dai dati forniti dal Dipartimento delle Entrate sulla base dell'analisi delle dichiarazioni fiscali.
Se l'utilizzo dell'applicativo di calcolo del nuovo redditometro dovesse condurre a risultati estremamente più alti di quelli mediamente osservati per tipologia di famiglia fiscale nelle analisi del Mef, ci troveremo di fronte ad una serie di problematiche fra le quali, ad esempio, la necessità di un adeguamento di massa delle posizioni reddituali.
