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Cessioni d'azienda Fisco a due vie

del 08/02/2011
di: di Carla De Lellis
Cessioni d'azienda Fisco a due vie
Doppia via per la tassazione delle plusvalenze da cessione di aziende, per il collaboratore familiare. La prima via è la tassazione ordinaria, sul complesso dei redditi dichiarati nell'anno. La seconda via è la tassazione separata, praticabile per le vendite di aziende possedute da più di cinque anni. Lo spiega il parere n. 4/2011 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Il parere risponde al quesito inviato da una collaboratrice familiare d'impresa individuale (negozio di alimentari). Il quesito chiede di sapere gli eventuali «diritti» sulla somma incassata per la vendita dell'impresa e i relativi criteri di tassazione. Ricordate le discipline civilistica e fiscale, e dopo aver evidenziato che dottrina e giurisprudenza non leggono in maniera concorde il dettato normativo, il parere offre le seguenti conclusioni. Ove il titolare dell'impresa imputi al collaboratore familiare una quota di plusvalenza (derivante dalla cessione dell'azienda), questa andrà dichiarata dal collaboratore nel proprio modello Unico. Ciò a prescindere dall'effettiva percezione della somma da parte del collaboratore medesimo, posto che si è nel campo del reddito d'impresa e la tassazione per trasparenza avviene in base al principio di competenza, a prescindere dall'incasso. In questo caso è da ritenersi che il titolare dell'impresa non possa assoggettare a tassazione separata (quadro Rm) la propria quota di plusvalenza, poiché la circostanza di riferire la plusvalenza al reddito d'impresa non consente di indicarla tra i redditi assoggettati a tassazione separata. Ove, invece, il titolare non si avvalga della possibilità di imputare ai collaboratori per trasparenza la quota di plusvalenza, quest'ultima concorrerà per l'intero importo a formare per competenza il suo reddito. In questo caso, ricorrendone i presupposti il titolare potrà però tassare con modalità separata la plusvalenza nel quadro Rm del proprio modello Unico, non facendola confluire nel reddito d'impresa. Inoltre, nella prima ipotesi, il collaboratore familiare potrà scegliere di: a) imputare il reddito nel quadro Rh e farlo concorrere in modo ordinario alla tassazione complessiva agli altri redditi dichiarati nell'anno; b) se la plusvalenza deriva dalla «cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni», potrà assoggettare a tassazione separata la plusvalenza indicandola nel quadro Rm del modello Unico, senza optare per la tassazione ordinaria.
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