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In cantiere la riforma dell'imposta regionale sulle attività produttive

del 05/02/2011
di: La Redazione
In cantiere la riforma dell'imposta regionale sulle attività produttive
Una riforma dell'imposta regionale sulle attività produttive in grado di trasformarla in un costo necessario per l'esercizio dell'attività d'impresa. È questo il fine primario che persegue lo schema di disegno di legge di riforma dell'Irap che sarà esaminato mercoledì prossimo dal consiglio dei ministri. Il provvedimento in questione delega infatti il governo a introdurre disposizioni normative tali da evitare l'attuale indeducibilità dell'irap dal reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi. La situazione attuale infatti finisce per determinare una imposizione su un reddito lordo che non risulta affatto rappresentativo della reale capacità contributiva del contribuente.

La deduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive dalla base imponibile Ires/Irpef dovrà avvenire secondo modalità semplificate e dovrà corrispondere alla quota dell'Irap riferibile al costo del personale e agli interessi passivi.

Una volta individuati i criteri per la deducibilità a regime dell'Irap dalle imposte sui redditi il governo dovrà anche disciplinare il regime di deducibilità dell'imposta regionale per i periodi d'imposta precedenti all'entrata in vigore del decreto legislativo.

L'attuale sistema di deducibilità limitata in misura pari al 10% dell'Irap pagata nell'esercizio non è ritenuto dunque più in grado di assolvere, adeguatamente, ai precetti sia costituzionali che comunitari e deve essere necessariamente rivisto con disposizioni più snelle e sicuramente più favorevoli per le imprese.

Il decreto legislativo previsto nello schema che verrà esaminato mercoledì prossimo dal consiglio dei ministri si baserà dunque su tre principali criteri direttivi: un coordinamento fra il regime Irap e quello delle imposte sui redditi in base al quale la prima deve essere deducibile, almeno in parte, dalle basi imponibili delle seconde; un'articolazione di tale deduzione dell'Irap dalle imposte sui redditi che abbia un effetto anche per i periodi d'imposta precedenti a quello di entrata in vigore della riforma; una semplificazione delle attuali modalità previste per la determinazione della deduzione.

La riforma dell'imposta regionale sulle attività produttive dovrà inoltre prevedere norme di coordinamento in grado di evitare che disposizioni come quelle contenute negli articoli 61 e 96 del Tuir in materia di indeducibilità degli interessi passivi dei soggetti Ires si traducano, come avviene oggi, in veri e propri fenomeni di doppia indeducibilità.

Nessuna abolizione dell'Irap all'orizzonte dunque. Soltanto un tentativo di rendere questa imposta accettabile e compatibile sia a livello costituzionale che comunitario.

Quanto all'utilizzo dello strumento della delega, la relazione che accompagna il provvedimento precisa come lo stesso si renda necessario al fine di poter tener conto in maniera adeguata dei complessi meccanismi di correlazione esistenti fra l'Irap e le imposte sui redditi. Un intervento diretto sugli attuali limiti di deducibilità dell'imposta regionale dalle imposte sui redditi senza una valutazione generale delle conseguenze dello stesso sull'intero sistema tributario, prosegue al proposito la relazione, potrebbe comportare il rischio di pervenire a risultati incongrui, con verosimili rilevanti effetti negativi sui saldi di finanza pubblica.

Andrea Bongi

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