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Quindici giorni per il tfr

del 04/02/2011
di: di Daniele Cirioli
Quindici giorni per il tfr
Occorre lavorare almeno 15 giorni per aver diritto a un mese di trattamento di fine rapporto lavoro (tfr). Quando ciò si verifica, il lavoratore ha diritto a un'indennità pari al 6,91% delle retribuzione virtuale cui avrebbe avuto diritto se avesse lavorato per l'intero mese; sulla stessa base (retribuzione virtuale di un mese), inoltre, l'ente datore di lavoro deve versare il relativo contributo. Lo precisa, tra l'altro, l'Inpdap nella nota operativa n. 6, dettando ulteriori indicazioni operative al passaggio obbligatorio a tfr di tutti i dipendenti pubblici, nonché sulle modalità di pagamento a rate.

Tfr o tfs. A partire da quest'anno, i dipendenti pubblici sono stati equiparati (quasi) pienamente ai lavoratori del settore privato con l'estensione delle modalità di calcolo del tfr in luogo del tfs. Sono interessati i dipendenti che ancora avevano diritto al tfs, ossia chi risulta assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 (per gli altri, invece, il tfr era già realtà). A tali soggetti, a partire dalle anzianità maturate dal 1° gennaio 2011, l'importo della prestazione è calcolato in due quote: a) la prima si calcola in base all'anzianità maturata fino al 31 dicembre 2010, pari a un quindicesimo dell'80% della retribuzione contributiva degli ultimi 12 mesi di servizio inclusa la tredicesima mensilità, per quanti sono gli anni utili; si considera come anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi; b) la seconda quota si calcola in base all'anzianità maturata dal 1° gennaio 2011, ed è pari al 6,91% della retribuzione annua per ogni anno di servizio.

Se il mese non è intero. Un primo chiarimento dell'Inpdap concerne il computo dei periodi di servizio, ai fini del tfr, che risultino inferiori al mese. Si tratta, in genere, dei periodi collocati all'inizio e alla fine del rapporto di lavoro. A partire dal 1° gennaio 2011, spiga l'Inpdap, tali periodi sono utili ai fini della misura solo se pari o superiori a 15 giorni; in tali casi l'accantonamento del 6,91%, nonché il relativo contributo a carico dell'ente datore di lavoro e dell'iscritto, sono calcolati sulla retribuzione virtuale cui il lavoratore avrebbe avuto diritto se avesse lavorato per l'intero mese. Pertanto, se il lavoratore è stato in servizio per almeno 15 giorni avrà diritto a un mese di tfr (nel settore privato, invece, in tal caso il tfr spetta in proporzione ai giorni lavorati); se è stato in servizio per un periodo inferiore a 15 giorni non avrà diritto ad alcuna prestazione.

Altri chiarimenti. Dalle cessazioni dal servizio avvenute a partire dal 31 maggio 2010, la buonuscita è corrisposta in unico importo se di ammontare complessivo lordo fino a 90 mila euro; in due importi se superiore a 90 mila ma inferiore a 150 mila euro; in tre importi nei restanti casi. Quanto alla tassazione l'Inpdap spiega che, nei casi di pagamento in più rate, il provvedimento di liquidazione è comunque unico e in esso è determinato l'intero ammontare lordo e netto spettante al lavoratore. In caso di successivi documenti che comportino la rideterminazione della buonuscita, l'Inpdap precisa che dovrà essere emesso un nuovo provvedimento, con la nuova determinazione dell'importo che tenga conto di quanto già erogato. Infine, relativamente ai riscatti di periodi o servizi a cavallo tra il 2010 e il 2011, il numero di mesi interi chiesti a riscatto fino al 31 dicembre 2010 è utile alla prima quota (tfs), mentre il numero di mesi relativi al 2011 e l'eventuale frazione di giorni complessivamente maturata a cavallo del periodo vanno nella seconda quota (tfr).

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