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Conciliare dai tributaristi

del 03/02/2011
di: di Stefano M. Perego
Conciliare dai tributaristi
Il ministero di giustizia, a seguito della direttiva del 21 maggio 2008, 2008/52/CE, ha emanato il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, dando attuazione all'art. 60 della legge n. 69 del 18 giugno 2009. Si tratta della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali su diritti disponibili. Pertanto, dal 20 marzo 2011, chi intenderà esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica, da diffamazione tramite stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, dovrà preliminarmente esperire il procedimento di mediazione. Restano salvi i procedimenti di conciliazione previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179 e quelli previsti in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993.

Possono diventare mediatori i soggetti in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale e coloro che risultano essere iscritti a un ordine o collegio professionale. A tale fine è necessaria una specifica formazione della durata iniziale non inferiore a 55 ore, acquisita presso gli enti di formazione di cui agli artt. 17 e 18 del decreto ministeriale n. 180 del 18 ottobre 2010, al termine della quale è richiesto il superamento di un esame; è inoltre previsto uno specifico aggiornamento, almeno biennale, sempre tenuto dagli enti precitati.

Il mediatore rimane, in ogni caso, privo del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio di mediazione; non potrà mai assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, fatta eccezione per quelli strettamente inerenti la prestazione dell'opera o del servizio; non potrà mai percepire direttamente compensi dalle parti.

Per poter esercitare la propria opera di mediazione, Il mediatore dovrà iscriversi a un organismo, con la possibilità di iscrizione sino a cinque organismi; l'iscrizione a un organismo comporta, per il mediatore, l'obbligo di corrispondere immediatamente ad ogni richiesta organizzativa del responsabile dell'organismo, salvo la presenza di possibili ragioni di pregiudizio all'imparzialità nello svolgimento della mediazione.

Oltre alla possibilità, per ciascuno di noi, di poter acquisire l'idoneità ad esercitare l'attività di mediatore vi è la possibilità, anche per la nostra associazione, di poter costituire un organismo, avvalendosi a tale fine dei propri associati in possesso dei requisiti necessari e richiamati nell'art. 6 del decreto ministeriale n. 180 del 18 ottobre 2010.

La possibilità di indirizzare i propri clienti, che necessitano di una mediazione, a un organismo costituito e rappresentato dalla nostra Associazione è sicuramente un «quid plus» e dimostra che, indipendentemente da tutte le difficoltà che abbiamo incontrato e tuttora incontriamo ai fini del suo riconoscimento, noi ci siamo e ci saremo sempre sia in termini di aggiornamento professionale che in termini di vera e propria professionalità.

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