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I commercialisti battono cassa

del 03/02/2011
di: Pagina a cura di Benedetta Pacelli e Ignazio Marino
I commercialisti battono cassa
Ruoli e compensi da ridefinire per gli intermediari fiscali e poi ancora un pacchetto di principi condivisi in merito alla revisione legale e piena attuazione alla riforma della mediazione civile e commerciale, senza altri rinvii. Nel consueto bilancio degli ultimi sei mesi di attività, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili Claudio Siciliotti detta la linea sulle priorità strategiche per il 2011. Una nuova stagione che passerà attraverso la valorizzazione della revisione legale, l'attuazione della mediazione civile e soprattutto una più chiara definizione del ruolo dell'intermediario finanziario.

Il ruolo degli intermediari finanziari. Uno degli obiettivi definiti strategici dal numero uno dei commercialisti sarà quindi quello di una nuova definizione del ruolo dell'intermediario finanziario. La categoria, dice Siciliotti, garantirà «una leale collaborazione per la definizione di una auspicabile riforma fiscale, ma nello stesso tempo chiederemo che venga definitivamente affrontato il nodo della figura dell'intermediario fiscale e del ruolo del commercialista nel rilascio di visti di conformità o altre certificazioni che attengono anzitutto agli interessi della pubblica amministrazione. È finita l'era del ruolo di questo professionista come ''front office'' dell'agenzia dell'entrate, peraltro non pagato». Il che non vuol dire puntare il dito contro il braccio operativo dell'amministrazione finanziaria, con la quale ci sarà sempre «la massima collaborazione», ma significa solo avere «la massima chiarezza nel sottolineare quello che deve essere migliorato».

La revisione legale. Tra i principali nodi da sciogliere c'è, poi, quello della revisione legale che deve essere valorizzata per evitare che per le imprese si traduca solo in un mero costo inutile: servono vantaggi fiscali e finanziari oggettivi per le imprese soggette a revisione legale. Cosa fare quindi? Siciliotti non ha dubbi: elaborare entro sei mesi una serie di principi in assenza del vuoto normativo che arriva dall'Unione europea cui per legge la revisione dovrebbe attenersi. Il numero uno del Cndcec ha quindi ricordato che il Consiglio nazionale sta elaborando le necessarie procedure e metodologie per svolgere la revisione legale dei conti nei contesti aziendali di più piccole dimensioni e nello stesso tempo mettendo a punto una guida che supporti l'operatività del collegio sindacale chiamato ad adottare i principi di revisione nello svolgimento di questa funzione. Del resto il punto di partenza di Siciliotti è uno: in assenza dei principi europei sui quali si basa la revisione valgono quelli approvati dagli ordini e dalla Consob e quindi per il mondo delle società non quotate non ci sono ora norme cogenti. «L' obbligo normativo», precisa Siciliotti, «diventerà tale quando noi elaboreremo i principi e la Consob li farà propri. Con questa tempistica i conti che potranno essere revisionati non saranno quelli del 2011 ma solo quelli del prossimo anno. Questo», chiude Siciliotti, «servirà a fare in modo che questa normativa che avrà un impatto non indifferente in termini di adempimenti e di costi, entri in vigore in modo graduale».

La mediazione. Tra i temi portati all'attenzione dei presidenti territoriali poi quello della mediazione con la richiesta, sottoscritta anche in un documento congiunto con il sistema delle camere di commercio e delle imprese di dare piena attuazione alla riforma senza rinvii.In questo senso Siciliotti ha ricordato l'impegno della categoria nella creazione di un organismo centrale al fine di aiutare ogni ordine locale che lo desiderasse a dare vita ad un proprio organismo di conciliazione e a supportare quelli che non dovessero riuscire a percorrere questa strada. Questo organo centrale chiude il numero uno del Cndcec garantirà agli ordini locali economie di costo dal punto di vista organizzativo, della formazione di secondo livello e di tutoraggio.

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