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Nel 2011 una sfida senza appello

del 02/02/2011
di: La Redazione
Nel 2011 una sfida senza appello
Il 2011 impone al paese una sfida senza appello. La grande crisi ha inciso molto in Italia e in Europa. La ripresa economica, lenta e disomogenea, non sta generando un recupero, neanche parziale, dei livelli occupazionali pre-crisi, mentre la situazione del nostro debito pubblico e privato con le sue prevedibili dinamiche di breve-medio periodo desta serie preoccupazioni, anche sul fronte sociale.

A un'analisi obiettiva, e improntata a un sano realismo, dovrebbe seguire in tempi rapidi un'azione d'urto concertata e condivisa tra le istituzioni pubbliche nazionali ed europee, il mondo della produzione e del lavoro e le associazioni sociali, un'azione capace di «unire» istituzioni, società civile, economia e finanza intorno a un progetto politico forte con valori primari e irrinunciabili e un programma coerente e efficiente.

Quest'azione dovrebbe centrare quegli obiettivi riformistici che negli ultimi anni sono rimasti disattesi da tutti i governi che si sono alternati alla guida del paese. Eppure, si sa e si sapeva che servono riforme in tantissimi settori, da quelli del lavoro, del welfare, dell'economia, della finanza pubblica e privata, del fisco, della scuola, dell'università, della ricerca, della sanità e, in ultimo ma non per questo meno importante, della giustizia. Senza tralasciare le riforme che riguardano le stesse istituzioni pubbliche.

Da sempre la Confsal fonda le proprie valutazioni politiche su libertà e autonomia di pensiero, mettendo a frutto l'indissolubile legame con la società «reale» dei lavoratori e dei pensionati.

Ed è proprio questo nostro realismo che ci consente di avanzare proposte coerenti e concrete sulle politiche economiche, fiscali, sociali e del lavoro e di assumerci le responsabilità dirette del cambiamento.

Naturalmente, lo facciamo anche sottoscrivendo accordi e contratti innovativi funzionali al raggiungimento di superiori obiettivi generali.

Le nostre proposte per realizzare le riforme strutturali che servono al paese si basano sulla ferma convinzione che:

- il lavoro costituisce un valore sociale e un diritto-dovere presente e futuro di ogni cittadino;

- la disoccupazione «stabile» e patologica è il peggior male sociale e come tale va combattuta e portata a livelli fisiologici;

- la pur necessaria flessibilità del lavoro non deve mai degenerare in precarietà permanente;

- il welfare italiano, in regime di globalizzazione, deve essere al livello di quelli dei maggiori paesi dell'Eurozona;

- il fisco italiano deve superare la grande ed estesa patologia dell'evasione e l'anomalia del peso fiscale insostenibile sul reddito da lavoro dipendente e da pensione;

- la mancata riforma fiscale può pregiudicare gli attesi effetti positivi del federalismo fiscale; per questo una giusta riforma va avviata in tempi brevi;

- gli sprechi della spesa pubblica non si eliminano con tagli lineari, bensì con scelte mirate, coraggiose e comunque di ampio respiro;

- adeguati investimenti nella formazione e nella ricerca e un controllo della spesa amministrativa e sanitaria in termini di ottimizzazione del rapporto qualità-costo sono irrinunciabili per coniugare sviluppo e rigore finanziario;

- la riforma della giustizia deve essere fondata e pensata sui principi dettati dalla Costituzione al fine di erogare giustizia «autentica» in tempi utili;

- la riforma delle istituzioni pubbliche merita una seria riflessione politica e un adeguato approfondimento giuridico-tecnico al fine di privilegiare l'equilibrio nei rapporti istituzionali funzionale all'affermazione della democrazia compiuta. La Confsal sente tutta la responsabilità di questa sua proposta, tanto da chiedersi se il nostro paese, con la sua complessità e le sue criticità anche nel contesto europeo e internazionale, possa vincere la sfida dei prossimi anni che, a dir poco, sarà davvero impegnativa. Di sicuro, non aiuta l'attuale instabilità politica, che ci pare vissuta come sterile scontro.

Per la Confsal è tempo di scelte responsabili: o si garantisce governabilità reale, soprattutto sul fronte delle riforme strutturali nel tempo medio-breve, e comunque nell'arco della legislatura, o gli organi istituzionali preposti dovranno assumersi le loro responsabilità.

Per questo, del messaggio d'inizio anno del Presidente della Repubblica abbiamo trovato e condiviso il rilancio valoriale, la corretta ed equilibrata analisi socio-economica, le prospettive per un'azione politica che scongiuri pesanti conflitti generazionali, ma soprattutto, il forte richiamo all'impegno comune.

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