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Nessun rinvio in vista per la legge delega

del 02/02/2011
di: di Francesco Cerisano
Nessun rinvio in vista per la legge delega
Il federalismo non slitterà a fine anno. E' stato dichiarato inammissibile l'emendamento del Terzo Polo al decreto legge milleproroghe (dl 225/2010) che puntava a far slittare al 31 dicembre 2011 il termine per dare completa attuazione alla legge delega (n.42/2009) in scadenza il 21 maggio. L'inammissibilità è stata decisa dal presidente della commissione affari costituzionali del senato, Carlo Vizzini, e il motivo è presto detto: la contrarietà, più volte espressa dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, a prorogare i termini di una legge delega attraverso un decreto legge.

Su un totale di oltre 1.500 emendamenti quelli dichiarati estranei per materia sono stati 542. Ossia tutti quelli che non contenevano proroghe di termini. A cui si andranno ad aggiungere le altre proposte di modifica che non passeranno l'esame della commissione bilancio sull'idoneità delle coperture. L'obiettivo dichiarato dei due relatori, Lucio Malan e Gilberto Pichetto Fratin, è lasciarne una decina da sottoporre a votazione («ciò che non è proroga difficilmente rimarrà», ha detto chiaramente Pichetto Fratin) in modo da accelerare l'iter in commissione in vista dell'approdo in aula fissato per l'8 febbraio. Tra gli emendamenti promossi c'è quello della Lega che proroga sino al 30 giugno 2011 il pagamento delle multe da parte degli allevatori che hanno prodotto quantità di latte in eccesso rispetto alle quote stabilite da Bruxelles. Nulla di fatto invece sul condono edilizio. Le commissioni hanno dichiarato inammissibili per estraneità di materia gli emendamenti del Pdl (primo firmatario Carlo Sarro) che puntavano a riaprire i termini dell'ultima sanatoria consentendo di sanare gli abusi edilizi commessi anteriormente al 31 marzo 2003.

E' invece passato l'emendamento del Pd per sospendere la «privatizzazione dell'acqua». La proposta (a firma di Francesco Ferrante e Roberto Della Seta) prevede lo stop delle scadenze previste dal decreto Ronchi e dal decreto Calderoli, riguardanti rispettivamente i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato e la soppressione delle Autorità d'ambito territoriale ottimale.

Ammissibili anche gli emendamenti bipartisan che puntano a riportare a 100 milioni di euro i fondi a sostegno dell'editoria (decurtati della metà nel decreto legge). A presentare proposte per il ripristino dei 50 milioni tagliati sono stati senatori sia di maggioranza che di opposizione: Salvo Fleres del Pdl, sei parlamentari della Lega, i finiani, Gianpiero D'Alia dell'Udc, quattro senatori dell'Svp e il Pd.

Mentre sulla proposta di modifica che innalza al 5% il tetto della quota di partecipazione delle Fondazioni nelle banche popolari, il governo, per bocca del sottosegretario all'economia, Alberto Giorgetti, ha espresso parere contrario.

Novità in arrivo, infine, per gli enti locali (si veda ItaliaOggi di ieri). Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato di lavorare alla stesura di un pacchetto di emendamenti in materia di enti locali da presentare nei prossimi giorni. Le proposte di modifica riguarderanno il patto di stabilità interno, i mutui, la cessione dei cespiti, e i vincoli di spesa. Nessun accenno, invece, alla proroga fino a fine anno (e non più solo fino al 31 marzo) della possibilità per i sindaci di utilizzare il 75% degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Anche se non dovrebbero esserci dubbi in proposito considerando che, in caso contrario, la proroga di tre mesi disposta dal dl 225 sarebbe del tutto inutile.

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