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I dipendenti sotto la lente

del 01/02/2011
di: di Daniele Cirioli
I dipendenti sotto la lente
La manodopera dipendente sotto la lente dell'Inps. L'istituto, infatti, sta effettuando le verifiche sul periodo dal 2005 al 2008 (il primo anno vicino alla prescrizione) e sulle imprese che, pur avendo dichiarato la presenza di dipendenti (Emens), non hanno effettuato le denunce contributive. Chi sarà considerato non in regola riceverà un avviso bonario dall'Inps che concede 30 giorni per pagare i contributi omessi, maggiorati di sanzioni e interessi, ed evitare così l'emissione del (nuovo) avviso di addebito, che darebbe altri 60 giorni per pagare pena l'immediato recupero coattivo da parte di Equitalia. Da subito, comunque, e fino a quando la posizione non sarà sanata, le imprese vengono ritenute non in regola e, perciò, impossibilitate ad avere il rilascio del durc. È quanto spiega l'Inps nel messaggio n. 1741/2011.

Il confronto EMens e Dm10. I controlli riguardano la regolarità delle posizione delle imprese, mediante l'analisi dei dati relativi alle denunce mensili Dm/10. L'arco temporale sotto osservazione è il periodo dal 2005 al 2008 e, da una prima verifica, le ditte non in regola sarebbero circa 7821; per esse, in particolare, sono presenti le denunce EMens (denunce delle retribuzioni dei lavoratori), ma non quelle dei modelli Dm/10 (le denunce contributive).

La posizione di irregolarità rilevata dall'Inps appare comunque insolita. Si tratterebbe, infatti, di imprese che hanno dichiarato all'Inps i dati retributivi dei dipendenti, ma poi non hanno eseguito il versamento né la denuncia dei contributi (sempre all'Inps). Sarà anche per questo, dunque, (e per evitare l'emissione di «avvisi pazzi») se l'Inps ha invitato le sedi territoriali, prima di stampare e spedire gli avvisi bonari, a effettuare ogni utile riscontro finalizzato alla correttezza dell'addebito. Per esempio, spiega l'Inps, va verificata l'eventualità di una presenza di versamenti non abbinati (presenza di modelli Dm/10 ma non agganciati a pagamenti). Oppure di trovare in capo alla stessa azienda situazioni da sistemare dovute a erronea attribuzione di modelli EMens a una matricola piuttosto che ad un'altra da parte dell'azienda stessa. Oppure verificare i casi di assenza di denunce mensili per mancata trasmissione di modelli Dm10/V (regolarizzazioni).

Un mese di tempo. Le lettere che l'Inps sta spedendo (sono raccomandate a/r) informano, appunto, della verifica e dei risultati di irregolarità emersi per uno, per più di uno o per tutti gli anni in questione. Riportano specificati i contributi dovuti quantificati sulla base dei dati retributivi denunciati dalla stessa impresa tramite EMens. Le lettere, ancora, ricordano che, fino a quando la posizione non sarà sanata, l'azienda non potrà essere considerata in regola con gli obblighi previdenziali in caso di richiesta del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Infine, invitano entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della raccomandata a procedere al versamento tramite modello F24 (codice RC01), nonché alla presentazione dei modelli Dm10/V.

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