Consulenza o Preventivo Gratuito

Caccia alla pirateria online

del 01/02/2011
di: di Luigi Chiarello
Caccia alla pirateria online
Basta un file sbagliato, un solo file caricato sul proprio blog o sul proprio sito internet e considerato in violazione del diritto d'autore, per vedersi cancellare il sito dalla rete. L'operazione sarà possibile dal 3 marzo prossimo. A staccare la spina ai presunti pirati informatici sarà l'Agcom, l'autorità garante per le comunicazioni. Il Garante, con la delibera 668/2010 Cons, emanata il 17 dicembre 2010, ha dettato i comportamenti ammessi sul web e quelli da censurare. Di più. Ha definito anche il recinto delle proprie competenze nel colpire le violazioni del diritto d'autore nei settori tv, internet e tlc. E in base a queste competenze, un semplice sospetto di violazione gli consentirà di cancellare siti e contenuti sul web, senza passare per un giudice. Di colpo, centinaia di pagine telematiche, fonti informative, testate online, semplici blog potrebbero diventare off-limits, senza che il parlamento sia mai stato investito della questione. Perché, a quanto sembra, non esiste norma che affidi al Garante delle comunicazioni potere di vita o di morte su internet. Vediamo perchè, cercando di ricostruire il quadro normativo.

Il conflitto di poteri. L'articolo 6 del decreto Romani (il dlgs 44/2010) aggiunge un altro articolo, il 32-bis, al dlgs 177/2005, meglio noto come Testo unico della radiotelevisione. Questa norma interviene in materia di protezione del diritto d'autore e consente all'Agcom di vigilare sul rispetto delle regole a tutela della proprietà intellettuale nel settore radio-tv. Non basta. Secondo la delibera Agcom 668/2010 (da ieri in consultazione pubblica), il nuovo articolo 32 bis - dando mandato all'Autorità di emanare le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l'osservanza dei limiti e divieti – «interviene a integrare la propria competenza “generale” in materia già tracciata dall'art. 182-bis della legge 633/41». Attenzione però. Il testo unico radiotelevisivo nulla dice in materia di protezione del diritto d'autore sul web. Specie se questa non tocca programmi audiovisivi. Non solo. L'art. 2, comma 1, lettera a) del dlgs 177/2005 (per come riscritto dall'articolo 4 del decreto Romani, ndr) sottolinea che non rientrano nella definizione di «servizio di media audiovisivo» (e dunque non rientrano tra i compiti di tutela del diritto d'autore affidati all'Agcom) «i servizi prestati nell'esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell'ambito di comunità di interesse». E non rientra nella definizione di servizio media-tv neanche «ogni forma di corrispondenza privata, compresi i messaggi di posta elettronica».

Tutto ciò, però, non convince il Garante, che nella delibera 668/010 ammette: «La competenza dell'Autorità in materia di copyright non sembra soffrire sensibili limitazioni dall'esclusione operata dall'art. 2, comma 1, lettera a)», perché «la ratio di tale esclusione sembra decisamente quella di salvaguardare una delle principali caratteristiche della rete internet, vale a dire quella di fungere da straordinario veicolo di scambio dei file “generati da privati». Ma, poi, subito dopo, lo stesso Garante rivendica: «Per converso, però, per i siti gestiti da privati, ma intesi a favorire l'accesso non autorizzato di materiale protetto da copyright, soccorre la generale competenza dell'Autorità in fatto di prevenzione e accertamento delle violazioni posta dall'art. 182-bis della legge n. 633/41, e ciò anche a prescindere dal possesso del titolo autorizzatorio per la fornitura di servizi di media audiovisivi». Resta, il fatto che la legge non affida esplicitamente all'autorità potere sanzionatorio tout court per le violazioni al diritto d'autore sul web. Infatti, secondo l'avvocato Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito, così facendo «l'Agcom è entrata in una materia che non riguarda l'audiovisivo, utilizzando una norma dedicata esclusivamente alla disciplina radio-tv». Di più. Per Sarzana: «L'Agcom finisce per sostituirsi al giudice, che ha competenza in sede penale sulle violazioni del diritto d'autore. Vi sono, addirittura, sezioni di tribunale dedicate al rispetto delle norme sulla proprietà intellettuale. Quindi, non si può bypassare tutto questo e affidare l'azione repressiva all'esclusivo intervento dell'Agcom, per il semplice fatto che la tutela del diritto d'autore è in crisi».

Il Termidoro della rete. Se questa chiave di lettura fosse confermata, ci troveremmo dinanzi a un vero e proprio Termidoro della rete. Che potrebbe colpire sia la pirateria informatica (cioè le violazioni del diritto d'autore a scopo di lucro), sia tutte le pagine web in cui vengano pubblicati file «sospetti». Ma come verrà attuata questa repressione? La delibera dell'Agcom parla chiaro; in essa si legge: «è sufficiente la verifica della presenza - non autorizzata- su un sito di contenuti protetti da copyright a legittimare l'attivazione delle iniziative di garanzia da parte dell'Autorità nell'ambito della finalità di prevenzione attribuita alla sua azione, in via generale, dal già citato art. 182-bis della legge 22 aprile 1941 n. 633». In pratica, l'Agcom istituirà un sistema di cancellazione e di inibizione di siti internet sospettati di violare il diritto d'autore. Il procedimento, seguito da una commissione appositamente costituita, avverrà in cinque punti. Il penultimo dei quali prevede la possibile cancellazione dei contenuti da parte della stessa Autorità o l'inibizione su ordine dell'Autorità di un determinato sito. Ecco gli step che seguirà il Garante:

- Primo: segnalazione del titolare del diritto al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo;

- Secondo: in caso di mancata rimozione del materiale, segnalazione all'Autorità;

- Terzo: verifica dell'Autorità in contraddittorio con le parti;

- Quarto: adozione da parte dell'Autorità del provvedimento di ordine alla rimozione;

- Quinto: monitoraggio successivo del rispetto dell'ordine e applicazione di sanzioni in caso di reiterata inottemperanza.

vota