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Benzina, confronti online

del 01/02/2011
di: di Antonio De Cicco
Benzina, confronti online
Da oggi sarà possibile confrontare i prezzi della benzina praticati dai distributori. Entra infatti in vigore il decreto ministeriale 15 ottobre 2010, pubblicato sulla G.U. del 26 novembre 2010, n. 277, in attuazione dell'articolo 51 della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Misure per la conoscibilità dei prezzi dei carburanti», che impone al gestore dell'impianto l'obbligo di comunicare online i prezzi di vendita praticati al pubblico per ciascuna tipologia di carburante erogato. Il gestore dovrà effettuare comunicazioni con cadenza almeno settimanale anche in assenza di variazioni di prezzo in aumento, entro l'ottavo giorno dall'ultima comunicazione, ovvero in ogni caso di variazioni di prezzo. Resta invece a discrezione del gestore comunicare variazioni infrasettimanali in diminuzione. L'obbligo riguarderà inizialmente i gestori delle aree di servizio autostradali e sarà successivamente e gradualmente esteso a tutti gli altri gestori. I dati dovranno essere trasmessi al ministero dello sviluppo economico che provvederà a pubblicarli sul proprio sito istituzionale (www.osservatorioprezzi.it) e pertanto saranno resi immediatamente fruibili a tutti. Tale misura, oltre ad ampliare la pubblicità dei prezzi dei carburanti «per facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato», rappresenta uno strumento di rilevazione a livello politico-istituzionale per l'elaborazione dell'andamento dei prezzi dei carburanti anche su base territoriale per effettuare analisi e interventi mirati su un argomento di valenza strategica. Va sottolineato tra l'altro che la strana dinamica dei prezzi della benzina, e cioè perché al diminuire del prezzo al barile e del rapporto di cambio non diminuisca anche il prezzo alla pompa, deve essere spiegata non solo con l'imposizione fiscale o con i problemi di distribuzione, ma soprattutto con il fatto che le compagnie petrolifere nell'elaborazione del prezzo seguono un indice di riferimento ad ho, l'indice Platts, elaborato da società collegate a multinazionali presenti in tutti i settori dell'energia (petrolio, carbone, elettricità, metano e metalli). Certo, dal punto di vista fiscale, l'impatto del prelievo non è da poco: se il prezzo alla pompa di un litro di benzina fosse di 1,518, senza considerare l'addizionale regionale che varia da regione a regione, esso sarebbe così composto: costo del prodotto al litro 0,70 + 0,564 di accisa per un litro di prodotto = 1,264 + 20% Iva (0,2528) = 1,518 di cui 0,8168 solo di tributi. Peraltro sono molti i balzelli (si veda tabella in pagina) che ancora gravano sul prezzo del carburante alla pompa.

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