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Modello Unico 2012: la dichiarazione fa posto all'Ace

del 18/04/2012

Modello Unico 2012: la dichiarazione fa posto all'Ace
Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 regolamenta una disposizione agevolativa per le imprese.
L’articolo 1, denominato aiuto alla crescita economica, da cui la sigla Ace, ne disciplina i presupposti e le modalità applicative dell’aiuto in oggetto.
L’obiettivo del legislatore è quello di rilanciare lo sviluppo economico del Paese fornendo un aiuto alla crescita a quelle imprese che si autofinanziano con capitali propri rafforzando la propria struttura patrimoniale anziché finanziarsi con il ricorso al debito.
L’agevolazione consiste in una deduzione dal reddito complessivo netto di periodo, già con riferimento al periodo d’ imposta al 31 dicembre 2011, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare.
I soggetti interessati a questa disposizione sono:

  • le società di capitali e gli enti pubblici e privati diversi dalle società , nonché i trust , residenti nel territorio dello Stato e che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale (articolo 73 comma 1 lettera a) e b) del TUIR );
  • le società di capitali e gli enti pubblici e privati diversi dalle società , nonché i trust , non residenti nel territorio dello Stato ma solo relativamente alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato (articolo 73 comma 1 lettera d) del TUIR);
  • le persone fisiche , le società di persona in regime di contabilità ordinaria e con modalità da stabilire con apposito decreto del MEF.
La norma introduce quindi una deduzione dal reddito imponibile dei soggetti sopra detti commisurata al nuovo capitale immesso nell’impresa sotto forma di conferimenti in denaro da parte dei soci o destinazione di utili a riserva. La deduzione è pari al rendimento nozionale riferibile agli apporti di capitale ed agli utili rinvestiti, cioè quindi all’incremento di patrimonio netto. L’aliquota sarà individuata con decreto del ministero dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, in via transitoria è pari al 3% e così per un triennio. Questa percentuale sarà quindi da applicare alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla data di chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010, l’importo così calcolato rappresenta la somma deducibile dal reddito d’esercizio. Nel caso in cui la deduzione superi il reddito imponibile o se la società evidenzia una perdita, l’eccedenza della deduzione verrà riportata all’esercizio successivo.
Vista la caratteristica del calcolo di detta agevolazione è bene individuare con esattezza l’entità del capitale proprio esistente alla data di chiusura dell’esercizio 2010, quindi per precisione parliamo del valore del patrimonio netto con esclusione del risultato d’esercizio. Dopodiché si dovranno identificare le operazioni sul patrimonio che costituiscono variazioni in aumento e cioè i conferimenti di denaro e gli accantonamenti degli utili a riserva e le variazioni in diminuzione e cioè le riduzione del patrimonio netto con attribuzione ai soci, gli acquisti di partecipazioni in società controllate e gli acquisti di aziende o rami di aziende.
Nel modello Unico SC nel quadro RS il nuovo prospetto relativo alla “deduzione del capitale investito proprio (Ace)” sarà compilato dai soggetti che nell’esercizio 2011 beneficiano della nuova agevolazione, le istruzioni alla compilazione del modello precisano che in ciascun esercizio le variazioni in aumento non potranno superare il valore del patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio, sembra quindi che eventuali versamenti dei soci effettuati a copertura di perdite eccedenti il patrimonio siano da escludere nel calcolo dell’Ace.
Nel rigo RS113 vanno indicati:
in colonna 1 l’importo degli incrementi del capitale proprio:
  • l’ammontare dei conferimenti in denaro versati nel corso del periodo d’imposta 2011 a partire dalla data del versamento
  • l’ammontare degli utili accantonati a riserve ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili e accantonanti nel corso del periodo d’imposta 2011
  • per le società di nuova costituzione rileva l’intero patrimonio conferito.
in colonna 2 l’importo dei decrementi del capitale proprio pari al’ammontare delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione ai soci o partecipanti , e rilevano a partire dall’inizio dell’esercizio

in colonna 3 l’ammontare delle riduzioni pari agli acquisti di 
  • partecipazioni in società controllate
  • di aziende o di rami di aziende
in colonna 4 la differenza tra l’importo di colonna 1 e la somma degli importi di colonna 2 e 3. Se il risultato è pari a zero non si prosegue nella compilazione in quanto non sono presenti variazioni in aumento del capitale proprio

in colonna 5 l’importo del patrimonio netto risalutante dal bilancio d’ esercizio con esclusione dell’utile di esercizio. Se il patrimonio netto è negativo o pari a zero non si prosegue nella compilazione

in colonna 6 il minore tra l’ammontare di colonna 4 e di colonna 5

in colonna 7 il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio pari al 3% dell’importo di colonna 6 se positivo

le colonne 8 – 9 – 10 –compilate se il dichiarante è beneficiario per trasparenza di rendimento nozionale da altri soggetti

in colonna 11 l’importo del rendimento nozionale che non è stato possibile utilizzare in deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato nel quadro RN, detto valore sarà riportato in aumento dall’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi, ugualmente per colonna 12 per casi particolari.

In riferimento alle persone fisiche l’Ace troverà la propria collocazione nella compilazione del modello Unico PF rigo RS3, per le società di persona la compilazione del modello Unico SP quadro RS rigo 45.

Rag. Romana Romoli
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