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La Tobin Tax: sì o no?

del 08/02/2012

La Tobin Tax: sì o no?
La Tobin Tax prende il nome dal premio Nobel per l'economia James Tobin, che la propose nel 1972 ed è una tassa che prevede di colpire, in maniera modica, tutte le transazioni sui mercati valutari come strumento per reintrodurre un po’ di stabilità nei mercati internazionali per stabilizzarli e penalizzare le speculazioni valutarie a breve termine, senza recare un grave disincentivo ai veri investimenti a lungo termine. 
La Tobin Tax sulle transazioni finanziarie internazionali è principalmente voluta dalla Germania e dalla Francia per sciogliere i nodi della crisi, con opposizione netta della Gran Bretagna a difesa degli interessi della City di Londra, che è una delle maggiori piazze finanziarie del pianeta e che fornisce un contributo determinante al prodotto lordo della Gran Bretagna.
L’idea dell’introduzione della tassa sarebbe quella di colpire gli speculatori che comprano e vendono più volte, a ritmo frenetico, gli stessi strumenti finanziari, incamerando la differenza fra prezzi d’acquisto e di vendita.
Questi movimenti speculativi frenetici non rappresentano un contributo positivo allo sviluppo dell’economia, anzi la danneggiano amplificando la volatilità ed esagerando sia i movimenti in ascesa sia quelli in discesa.
La Tobin Tax aumenterebbe il costo delle transazioni speculative e quindi le scoraggerebbe rendendole meno frequenti senza danneggiare gli investimenti a lungo termine in quanto l’esiguità della tassa cambierebbe quasi in modo impercettibile il rendimento dell’investimento.
L’opposizione della Gran Bretagna, oltre alla protezione degli interessi della City e quindi del Paese, è che l’idea di una nuova tassa europea quando quella tassa non verrà introdotta altrove non abbia senso e che perciò sia da bloccare.
"Una tassa soltanto in Europa - ha detto Cameron - rischia di compromettere la ripresa economica ed i posti di lavoro nel continente a meno che tutto il mondo si metta d’accordo nello stesso momento ad introdurla."
Poiché le tasse a livello europeo devono essere approvate da tutti e 27 gli stati membri, il no della Gran Bretagna metterebbe dunque fine all’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie in tutto il continente. 
L’ultima considerazione riguarda il mondo dell’industria; il timore è che le banche tendano a trasferire il costo della Tobin Tax sui prodotti e i servizi destinati ai risparmiatori e alle imprese.

Dott. Claudio Griziotti
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