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Contributo unificato e nuove indicazioni nel ricorso

del 17/10/2011

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Contributo unificato e nuove indicazioni nel ricorso
L’articolo 37 del decreto legge n. 98/2011 ha introdotto il contributo unificato che sostituisce l’imposta di bollo.
Sino al decreto legge n. 98/2011, in base alle disposizioni originarie del decreto Presidente della Repubblica 642/1972, gli originali degli atti processuali scontavano l’imposta di bollo applicata attualmente nella misura di euro 14,62 ogni quattro facciate.
Ora gli atti processuali sono tassati mediante il sistema del contributo unificato che deve essere corrisposto una sola volta per ogni grado di giudizio mediante il pagamento di una somma che varia a seconda del valore della causa.
Il contributo unificato è disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002, testo unico delle spese di giustizia, e quindi la modifica del decreto legge 98/2011 comporta il venire meno dell’applicazione dell’imposta di bollo per gli atti processuali tributari.
La misura del predetto contributo, come sopra detto, è variabile in relazione al valore della controversia (si veda tabella); il riferimento dell’articolo 14, comma 3-bis del decreto Presidente della Repubblica n. 115/2002 prevede che tale valore debba essere determinato con riferimento all’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; dove invece la controversia riguardi solo sanzioni il valore della controversia è naturalmente determinato in base alla somma di queste ultime.



L’articolo 37, comma 7, specifica che il contributo unificato è dovuto per le controversie instaurate nonché i ricorsi notificati ai sensi del decreto legislativo n. 546/1992 successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, quindi dopo il 6 luglio 2011.
Il contributo unificato si può pagare con diverse modalità:
  • versamento con il modello F23, usando il codice tributo 941-T;
  • versamento agli uffici postali attraverso un conto corrente intestato alla Tesoriera dello Stato competente per la provincia;
  •  versamento presso le rivendite di generi di monopolio e di valori bollati.
Come sopra riportato, diventa elemento essenziale al fine di determinare l’importo del contributo unificato l’indicazione nel ricorso del valore della controversia, affinché la segreteria della Commissione possa verificare la correttezza del calcolo del contributo unificato dovuto.
Analogamente a quanto previsto per il processo civile, la mancata indicazione del valore determina l’applicazione del contributo unificato nella misura massima, ovvero euro 1.500,00.
Il decreto legge n. 98/2011 ha inoltre modificato gli articoli 16 e 18 del decreto legislativo n. 546/1992 introducendo l’obbligo di indicare nel ricorso o nel primo atto difensivo l’indirizzo di posta elettronica certificata o numero di fax del difensore o delle parti, così come il codice fiscale del difensore oltre ovviamente, come già noto, quello delle parti.
La mancata indicazione di queste notizie sembra non determinare l’inammissibilità del ricorso ma solamente l’aumento del contributo unificato che verrebbe aumentato della metà.

Rag. Romana Romoli
Studio Romoli Romana
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