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L'innalzamento dell'aliquota IVA ordinaria al 21%

del 19/09/2011

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L'innalzamento dell'aliquota IVA ordinaria al 21%

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 16 settembre 2011 la legge n. 148 del 14 settembre 2011 di conversione del decreto legge 138/2011 (meglio conosciuta come Manovra di ferragosto); dal giorno successivo – quindi dal 17 settembre 2011 – sono entrate in vigore una serie di disposizioni contenute nella manovra rivolta al risanamento dei conti pubblici.
Una misura di sicuro interesse generale riguarda l’innalzamento dell’aliquota I.V.A. ordinaria dal 20% al 21%; la disposizione lascia inalterate le aliquote ridotte del 4% e del 10%.
L’imposta sul valore aggiunto nella misura 21% dovrà essere applicata in relazione alle operazioni effettuate a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, l’operatività della norma ha – quindi – un effetto immediato.
Senza pretese esaustive, analizziamo sinteticamente le novità e la relativa concreta applicazione.

Aumento dell’aliquota ordinaria al 21%
Premessa indispensabile per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto è l’individuazione del cosiddetto "momento impositivo": per individuare correttamente il momento impositivo è necessario ricorrere alle disposizioni contenute nella legge istitutiva dell’I.V.A. (precisamente nell’articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972) in cui sono specificati i criteri generali e le regole comuni, sia per quanto riguarda le cessioni di beni che le prestazioni di servizi.
Il momento impositivo, per quanto attiene alle cessioni di beni, può essere così individuato:

  • qualora le operazioni riguardino beni immobili, nel momento della stipulazione dell’atto pubblico di cessione;
  • qualora le operazioni riguardino beni mobili, nel momento della consegna o spedizione dei beni.

Per le cessioni i cui effetti traslativi o costitutivi della proprietà si producono posteriormente, si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti.
Per i beni mobili, se non interviene l’effetto traslativo, comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione. Per questi ultimi, in ogni caso, fanno eccezione le operazioni di vendita con riserva di proprietà e le locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, per le quali vale la regola generale (stipula, consegna o spedizione del bene).
Vi sono, infine, dei casi particolari:

  • atti della Pubblica Autorità – cessioni di beni mobili o immobili conseguenti ad un atto forzoso (quale espropriazione, decreto di esecuzione, eccetera) per i quali il momento impositivo corrisponde al pagamento del corrispettivo;
  • cessioni periodiche o continuative di beni in esecuzione di contratti di somministrazione per i quali il momento impositivo corrisponde con il pagamento del corrispettivo;
  • commissionarie – passaggi da commissionario al terzo (per la vendita) e passaggi dal terzo al committente (per l’acquisto), momento impositivo alla consegna;
  • autoconsumo e destinazione dei beni al consumo personale o familiare dell’imprenditore o per finalità estranee all’esercizio dell’impresa, momento impositivo all'atto del prelievo dei beni;
  • cessioni di beni inerenti a contratti estimatori, momento impositivo all'atto di rivendita a terzi;
  • assegnazioni in proprietà di case di abitazione effettuate dalle cooperative edilizie a proprietà divisa a favore dei soci, all’atto del rogito.

Le fatture “differite”
Il comma 4 dell’articolo 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972, in riferimento alle cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di trasporto (DDT) o da altro documento idoneo, concede la facoltà di emettere un'unica fattura per tutte le cessione avvenute in un dato mese, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni, richiamando nel documento la data e il numero dei DDT o documenti equipollenti. Tale fattura, però dovrà concorrere comunque alla liquidazione riferita al momento di effettuazione delle operazioni.
La fattura differita può essere emessa entro il mese successivo a quello di consegna e spedizione dei beni, nei soli casi in cui l’acquirente ceda i beni a terzi per il tramite del proprio cedente; in tale caso l’ultimo comma dell’articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972 prevede l’esigibilità differita al mese successivo a quello della loro effettuazione.
In ogni caso, in tutti i casi di fatture “differite”, il momento di effettuazione dell’operazione resta ancorato alle regole generali (consegna o spedizione del bene) e quindi, per verificare l’aliquota I.V.A. applicabile è necessario rifarsi a tale momento.

Le prestazioni di servizi
Le prestazioni di servizi a titolo oneroso si considerano sempre effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo.
Le prestazioni a titolo gratuito si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese.
Con riferimento ad operazioni che frequentemente ricorrono nella pratica di molte imprese, va ricordato che la cessione di un bene o di un’opera relativa all’esecuzione di un contratto di appalto, segue le regole delle prestazioni di servizi, al contrario delle cessioni di beni con posa in opera che seguono quelle delle cessioni di beni.
Se prima del verificarsi degli eventi indicati o indipendentemente da essi venga emessa fattura ovvero sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo (come nel diffuso caso degli acconti) l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento.

Le operazioni con l’estero
In relazione alle operazioni con l’estero il momento impositivo si identifica:

  • per gli acquisti Intra UE, al momento della consegna dei beni nel territorio dello Stato del cessionario ovvero a terzi per suo conto – nel caso di trasporto con mezzi del cessionario, al momento dell’arrivo nel luogo di destinazione dello stesso;
  • per le importazioni, in relazione alle varie discipline doganali vigenti.

Le prestazioni di servizi di cui all'articolo 7-ter del medesimo decreto, rese da un soggetto passivo comunitario nei confronti di un soggetto passivo nazionale, effettuate in modo continuativo nell'arco di un periodo superiore ad un anno e che non comportano versamenti di acconti o pagamenti anche parziali nel medesimo periodo si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino alla conclusione delle prestazioni medesime.

Le note di variazione
Le note di variazione emesse dopo la data del 17 settembre 2011 (data di entrata in vigore dell’aliquota I.V.A. del 21%) ma relative ad operazioni già perfezionate con la precedente aliquota del 20% devono riportare l’originaria aliquota ordinaria del 20% se la fattura oggetto di rettifica, relativa all’operazione originaria, è stata emessa prima della entrata in vigore della modifica.

L’esigibilità differita nei rapporti con gli enti pubblici
Si tratta di cessioni di beni o prestazioni di servizi rese a determinati soggetti, prevalentemente del settore pubblico quali: lo Stato (Amministrazione centrale, diretta e periferica), gli organi dello Stato, gli enti pubblici territoriali (regioni, province, comuni e consorzi tra loro costituiti), le Camere di Commercio, gli istituti universitari, le Aziende Sanitarie Locali, gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, gli enti pubblici di assistenza e di beneficenza, gli enti pubblici previdenziali (INPS, INADEL, ENPALS, eccetera).
Ai soggetti testé elencati si aggiungono le cessioni di medicinali effettuate dai farmacisti e le cessioni di beni e prestazioni di servizi da parte degli enti non commerciali ai propri soci, associati o partecipanti, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici o contributi supplementari.
Queste tipologie di cessioni per le quali l’esigibilità dell’imposta (o meglio, il momento a partire dal quale l’imposta è dovuta) viene “rinviata” al momento del pagamento del corrispettivo.
I criteri sopra menzionati per l’individuazione del giorno di effettuazione dell’operazione, e dunque dell’aliquota da applicare, restano del tutto invariati nel caso degli enti pubblici.
Il decreto legge 138/2011 convertito in legge, introduce una specifica previsione per quanto riguarda tali operazioni ad esigibilità differita, stabilendo che l’incremento al 21% non trova applicazione per le operazioni qualora, al giorno precedente la data di entrata in vigore dell’incremento (17 settembre 2011), sia stata emessa e registrata la fattura, ancorché a tale giorno il corrispettivo non sia ancora stato pagato.

Le parcelle ‘‘pro-forma'' emesse dai professionisti
Le parcelle ‘‘pro-forma'' emesse dai professionisti sono documenti che non hanno alcuna rilevanza ai fini dell'I.V.A., salvo che presentino tutti gli elementi sostanziali e caratteristici delle fatture, nel qual caso la parcella sarebbe essa stessa da considerare ‘fatture'.
Le prestazioni professionali sono assimilate alle prestazioni di servizi, pertanto ne seguono la stessa sorte in materia di determinazione del momento impositivo.
Pertanto qualora le parcelle pro-forma rilasciate fino al giorno precedente la data di entrata in vigore dell’incremento dell’aliquota vengano incassate a partire dal 17 settembre 2011 – ancorché recanti indicata l’aliquota del 20% – il professionista dovrà procedere alla emissione della fattura definitiva indicando la nuova aliquota del 21%.
È quindi consigliabile, per le pro-forma non ancora incassate alla data del 17 settembre 2011, procedere alla sostituzione delle stesse con l’indicazione della nuova aliquota al fine di evitare errori nell’effettuazione del pagamento da parte del cliente conseguente al ricalcolo dell’imposta e degli imponibili, ovvero con possibili differenze nel netto pagato.
Tali differenze possono diventare importanti in considerazione che anche i contributi previdenziali dei professionisti sono imponibili ad I.V.A.

Regime dello scorporo
La manovra contiene anche una indicazione di carattere meramente procedimentale: per chi certifica le operazioni con scontrino o ricevuta fiscale viene modificata la modalità di scorporo dell’imposta.
Dal 17 settembre 2011 è stato soppresso il metodo di scorporo per coefficienti e consentito il solo “scorporo matematico”.
In pratica lo scorporo potrà dell’imposta dal corrispettivo totale potrà essere effettuato solo dividendo il totale del corrispettivo a seconda dell’aliquota I.V.A.: per 1,04 relativamente all’aliquota del 4% (ove 1,00 è l’imponibile + 0,04 è l’imposta), per 1,10 relativamente all’aliquota del 10% o per 1,21 relativamente alla nuova aliquota del 21%. Il metodo di calcolo risulta assai semplificato.

Rag. Walter Flavio Camillo
Studio Camillo

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COMMENTI

Carlo

21/10/2017 07:07:09

Ci mancava solo questa! Ma quanto costerà tutto questo alle famiglie?

Demetrio

21/10/2017 07:07:09

Avvrebbero dovuto avere il coraggio di chiedere il contributo di solidarietà ai redditi alti, così invece si si spalma il debito sulle classi meno agiate.

A.M.

21/10/2017 07:07:09

Verissimo, ma era la cosa più facile da fare. Stiamo raschaindo il barile e riforme come questa ne sono il sintomo...

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