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Il fisco per i manager: stock options ed emolumenti variabili

del 25/07/2011

Il fisco per i manager: stock options ed emolumenti variabili

Una nuova stretta per i manager del settore finanziario che percepiscono compensi variabili (Stock Options e bonus in generale). Questo in sintesi il risultato delle nuove disposizioni introdotte dalla legge di conversione (legge 111 del 15.07.2011) della “manovra economica” del Governo, il decreto legge 6 luglio 2011 n. 98.

L’addizionale del 10% prevista sulle retribuzioni eccedenti la quota fissa concordata con l’azienda, verrà infatti applicata in capo ai manager su tutta la parte eccedente, mentre in precedenza era toccata “solo” la parte che eccedeva il triplo dello stipendio fisso.

Si può quindi affermare, senza eccessivo timore di una valutazione errata, che l’incentivo a bene operare in termini di risultati dell’azienda di appartenenza, cui spesso vengono rapportate le retribuzioni variabili in capo ai manager che li hanno prodotti, rimanga solo ed esclusivamente economico (in termini di retribuzione aggiuntiva) e non certo fiscale, aspetto che invece è decisamente penalizzato. Negli ultimi anni, infatti, si è passati progressivamente da un regime particolarmente favorevole ad un inasprimento sostanziale di tali fattispecie.

Modalità di tassazione
L’addizionale è applicata dal sostituto di imposta tramite ritenuta al momento dell’erogazione del premio, da aggiungersi alle ritenute fiscali e contributive ordinarie sulle retribuzioni sia fisse che variabili previste per legge.
È tuttavia da considerarsi a tutti gli effetti un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, e come tale non concorre alla formazione del reddito complessivo utile alla determinazione delle detrazioni di imposta, dell'aliquota media da applicare per la tassazione separata, dell'imposta entro cui è attribuito il credito per le imposte assolte all'estero.

Soggetti interessati
La norma si applica ai dirigenti operanti in un non meglio identificato “settore finanziario”. A dirimere i legittimi dubbi di applicazione è intervenuta la risoluzione ministeriale 11 marzo 2011 n. 31/E che ha disposto, sotto il profilo interpretativo, l’applicazione della norma in qualità di sostituti di imposta alle banche, le società di gestione del risparmio (SGR), le società di intermediazione mobiliare (SIM), gli intermediari finanziari, gli istituti che svolgono attività di emissione di moneta elettronica, le società esercenti le attività finanziarie indicate nell'articolo 59, comma 1 lettera b, TUB, le holding di partecipazioni.
Dall’altro lato, i soggetti che subiscono il prelievo addizionale sono i dipendenti assunti con la qualifica di dirigente e i collaboratori coordinati e continuativi, anche se prestano la propria attività all’estero, purché naturalmente residenti fiscalmente in Italia.
Tali interpretazioni, riferite alla precedente normativa, non subiscono modifiche per effetto delle nuove disposizioni.

Retribuzioni imponibili
L’imposta addizionale del 10% si applica sulla quota della retribuzione variabile che eccede quella fissa annuale (in precedenza era appunto l’eccedenza del triplo della quota fissa annuale). La retribuzione fissa è quindi quella individuata nel contratto di lavoro, al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali, da confrontare con la retribuzione variabile maturata nello stesso anno. Il valore differenziale deve essere assunto a prescindere da eventuali pagamenti rateali dei bonus, fermo restando che il prelievo sarà effettuato solo al momento dell'erogazione secondo un principio di “cassa”.

Entrata in vigore
Le nuove disposizioni si applicano sui premi percepiti a decorrere dal 17 luglio 2011, dunque anche per piani di remunerazione già ampiamente approvati ma non ancora corrisposti.

Dott. Fabio Pozzoli
Dott. Francesco Pozzoli
Studio Pozzoli - Commercialisti Associati

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