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Sui limiti del delitto di riciclaggio

del 18/07/2011

Sui limiti del delitto di riciclaggio

Con la sentenza n. 26746 del 7/7/2011, la Corte di Cassazione ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il versare in banca denaro proveniente da delitto non colposo costituisce delitto di riciclaggio e perciò fatto punito da quattro e dodici anni di reclusione.
La sentenza della Corte Suprema lascia molto perplessi.
Il riciclaggio deve essere punito quando rende più ardua l’identificazione del denaro che viene utilizzato.
Infatti, l’articolo 648 bis del codice penale dichiara punibile la condotta incriminata purché sia compiuta “in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.
Pertanto, utilizzare le banconote provenienti da delitto (rapina, estorsione, appropriazione indebita, furto e via dicendo) se non sono state fotografate o altrimenti identificate non costituisce riciclaggio.
In difetto di che, anche l’occultare il denaro proveniente da delitto sotto il materasso – se sotto il materasso vi è pure altro denaro di provenienza lecita – sarebbe riciclaggio.
Infatti, non sarebbe più possibile distinguere il denaro di provenienza lecita dal denaro ricettato.
Sostituire il denaro proveniente da delitto è riciclaggio se rende difficile accertare il percorso, non se questo aspetto del reato manca.
Taluno può depositare in banca il denaro di provenienza delittuosa sapendo che i biglietti sono stati fotografati e che la banca li porrà in circolazione.
In tal modo, l’agente rende più ardua l’identificazione del denaro proveniente da delitto. E se di ciò l’agente è consapevole, il delitto è integrato.
Ma se – prima e dopo la condotta imputata all’agente – le possibilità d’identificazione del denaro restano le stesse, il reato di riciclaggio non può dirsi integrato. Se no, qualunque spesa il cui pagamento avvenga con denaro di provenienza delittuosa, sarebbe riciclaggio.
Anche la gravità della pena (da quattro a dodici anni di reclusione) si giustifica soltanto se si riconosce che il riciclaggio rende più arduo il recupero della cosa frutto di delitto.
Una pena così severa può essere soltanto la sanzione del pericolo concreto che la cosa sottratta non si riesca a recuperare a causa del fatto di riciclaggio.
Si deve dunque auspicare che la Corte Suprema di Cassazione riveda il suo orientamento.

Prof. Avv. Ubaldo Giuliani Balestrino
Studio legale Prof. Avv. Ubaldo Giuliani Balestrino

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