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Estinzione agevolata della partita Iva inattiva

del 18/07/2011

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Estinzione agevolata della partita Iva inattiva

Il decreto legge 98/2011 (cosiddetta Manovra correttiva ) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2011 all’articolo 23 commi 22 e 23 riporta disposizioni normative per coloro che in possesso della partita Iva si trovano in una delle seguenti condizioni, alternative tra loro:

  • non hanno svolto attività per la quale hanno richiesto la partita iva nell’arco temporale di tre anni consecutivi;
  • non hanno presentato la dichiarazione dell'Iva (se obbligati) per tre annualità consecutive.

Nelle situazioni di cui sopra, l’Amministrazione Finanziaria revocherà d’ufficio il numero di partita Iva.

Il provvedimento di revoca sarà impugnabile davanti alle Commissioni Tributarie qualora il contribuente non si trovi nelle condizioni sopra elencate e la partita Iva sia ugualmente revocata.

I titolari di partita Iva che non hanno tempestivamente presentato all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di cessazione delle partite Iva, così come normativamente previsto, possono sanare la violazione versando entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (e cioè entro il 4 ottobre 2011) un importo di euro 129 , pari alla sanzione minima, sempreché l’Agenzia delle Entrate non abbia prima contestato la violazione.

A tal fine l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 72/E dell’11 luglio 2011 ha istituto apposito codice tributo e relative istruzione operative.

E’ utile ricordare che, se la violazione venisse constatata dall’Amministrazione Finanziaria con un atto portato a conoscenza del contribuenti prima del versamento della somma di euro 129, la sanzione che l’ufficio richiederà potrà arrivare ad euro 2.065.

In relazione alle condizioni nelle quali il contribuenti si può trovare è bene precisare che:

Dichiarazione Iva non presentata per tre annualità consecutive:
è bene verificare sulla base della attività svolta e del regime contabile adottato se effettivamente il contribuente fosse obbligato alla presentazione, inoltre entro il 30 settembre 2011 scadono i termini per la presentazione del modello unico 2011 relativo all’anno 2010, quindi si potrebbe ancora presentare la dichiarazione Iva per l’anno 2010 interrompendo (a seconda dei singoli casi) forse i tre anni consecutivi per poi procedere alla cessazione della partita Iva secondo la normativa vigente;

Mancato esercizio nel medesimo arco temporale dei tre anni consecutivi dell’attività per la quale è stata rilasciata la partita Iva:
non è chiaro al momento, e sarà quindi necessario comprendere, cosa intenderà l’Agenzia delle Entrate per mancato esercizio dell’attività, se sarà sufficiente la mancata emissione di fatture, la mancanza di acquisti, eccetera, appare oggettivamente eccessivo pensare che l’Amministrazione proceda alla chiusura della partita Iva senza preventiva indagine o verifica.

In entrambi i casi va ricordato che la cessazione della partita Iva non è poi un’operazione assolutamente neutra in quanto comporta l’assoggettamento a Iva dei beni ammortizzabili (autovetture, attrezzature, computer, eccetera) presenti all’interno dell’azienda.

Dott.ssa Romana Romoli
Studio Romoli Romana

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