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L'indagine balistica

del 28/01/2011

L'indagine balistica

Al giorno d’oggi nel contesto delle attività di indagine a seguito di un crimine violento l’esperto di criminalistica riveste un ruolo fondamentale. Il suo delicato compito è quello di repertare ed esaminare ogni traccia presente sulla scena del crimine, al fine di ricostruire la dinamica dei fatti ed assicurare le prove necessarie per l’identificazione degli autori del reato. Se poi il crimine è commesso con l’uso delle armi da fuoco, lo specialista del settore che interviene è, come viene definito in termini nazionali, l’esperto balistico forense. Questi si occupa dell’analisi e caratterizzazione di quelle evidenze che sono tipiche dell’utilizzo di armi da fuoco, costituite essenzialmente dall’armamento stesso, dai residui del munizionamento impiegato ed anche dagli effetti dello sparo (lesioni, crateri, scalfiture, bruciature, residui dello sparo G.S.R. etc.).
Quando avviene un crimine violento perpetuato con l’uso delle armi da fuoco, gli elementi che si possono ricercare sulla scena del crimine sono principalmente residui del munizionamento impiegato (bossoli, proiettili ed altri effetti di munizionamento), le stesse armi, nonché le tracce e gli effetti balistici prodotti durante lo sparo. Gli operatori che procedono al sopralluogo sulla scena del crimine, o sopralluogo giudiziario, come è buona norma per tutti i crimini anche di altro genere, devono mettere in opera tutti i protocolli operativi e le conoscenze della criminalistica per una più proficua raccolta degli elementi che saranno necessari per l’individuazione dell’autore del reato e della dinamica con la quale esso è stato consumato.
Il sopralluogo, soprattutto per i casi più gravi, è il primo fondamentale atto di indagine e deve essere eseguito correttamente per evitare insanabili carenze probatorie nelle successive fasi dibattimentali.
In primo luogo l’operatore deve procedere alla documentazione fotografica (possibilmente anche video fotografica) dettagliata della scena del crimine e delle evidenze in essa riscontate, ai rilievi planimetrici ed all’esecuzione di eventuali prelievi finalizzati alla ricerca di determinate sostanze (quali possono essere residui dello sparo, tracce organiche etc…). Solo al termine l’operatore procede alla raccolta dei reperti (repertamento) per le successive analisi di laboratorio. Naturalmente, prima dell’arrivo degli esperti incaricati di effettuare il sopralluogo giudiziario, l’area deve essere preservata (anche dagli stessi Magistrati ed alti graduati della P.G.) ed i reperti non devono essere spostati o maneggiati.
Oltre alle armi e agli altri reperti di natura balistica, nell’indagine balistica anche le tracce e gli effetti dello sparo si possono rivelare molto importanti. Tali elementi devono essere pertanto ben documentati e, se possibile, non essere dispersi o degradati. Sulle tracce di impatto possono essere fatti dei prelievi. Per esempio possono essere ricercate delle particelle tipiche dello sparo utili a determinare la distanza dello sparo, oppure possono essere ricercati dei metalli per discriminare la tipologia merceologica del proiettile.
Infine, una buona indagine balistica non può prescindere da una accurata valutazione degli elementi ricavati dagli esami medico legali. Da essi si possono ricavare indispensabili informazioni inerenti alla distanza di tiro e all’orientamento delle traiettorie intracorporee dei colpi di arma da fuoco, utili a individuare la posizione e la postura assunta dal tiratore e dalla vittima al momento dello sparo.

Dott. Emanuele Paniz contributo all’opera “Scienze Forensi – Teoria e prassi dell’investigazione scientifica” di Massimo Picozzi e Alberto Intini - UTET (2009)
www.periziabalistica.it

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