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Supervisione finanziaria: nuovo sistema europeo dal 2011

del 30/11/2010

Supervisione finanziaria: nuovo sistema europeo dal 2011

Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo pacchetto di supervisione finanziaria che prevede, a partire dal 2011, un’inversione di rotta nella regolazione di banche, mercati e compagnie assicurative. Obiettivo del nuovo sistema sarà la capacità di garantire una maggiore protezione in caso di pericolo, di rafforzare il mercato unico interno per i servizi finanziari e di offrire maggiori garanzie agli investitori. Nel dettaglio, le misure prevedono che al posto dell’attuale comitato di controllo ci saranno tre ‘supervisory authorities’ europee (ESAs) il cui potere si estenderà ben oltre la funzione consultiva prevista dal sistema attuale e le loro potenziali competenze verranno rafforzate da una clausola di revisione. Inoltre, lo European Systemic Risk Board (ESRB) avrà il compito di monitorare e di individuare i rischi per l’economia europea. I comitati consultivi si trasformano dunque in organi di controllo con una maggiore operatività. In caso di fallimento dei supervisor nazionali, le autorità possono imporre le loro decisioni alle istituzioni finanziarie (le banche, ad esempio) per rimediare alle lacune della legislazione europea.
Le ESAs si coordineranno costantemente con il sistema dei supervisor nazionali per sorvegliare gli istituti di credito transfrontalieri. In caso di disaccordo tra i supervisor nazionali, potranno intervenire come mediatori a loro discrezione, oltre che su richiesta di una delle autorità nazionali. Inoltre, le ESAs potranno controllare le modalità con cui i supervisor nazionali si attengono alla legislazione europea. Qualora gli obblighi non vengano rispettati correttamente, le ESAs possono dettare istruzioni direttamente ai supervisor internazionali e, se ignorate, possono interfacciarsi direttamente con le banche.
Attività primaria delle ESAs sarà la protezione dei consumatori, grazie alla possibilità di indagare sugli istituti bancari, sui prodotti finanziari potenzialmente tossici e su attività finanziarie come la vendita allo scoperto, con l’obiettivo di valutarne il rischio per i mercati. Qualora le legislazioni nazionali lo prevedano, le ESAs possono proibire temporaneamente sia i prodotti che le attività pericolose e hanno la facoltà di chiedere alla Commissione una legislazione ad hoc per vietare in modo permanente l’uso diprodotti tossici e di prassi dannose.
Infine l’Europarlamento potrà porre il suo veto alla nomina dei membri delle ESAs e avrà voce in capitolo nello sviluppo degli standard tecnici e delle misure da implementare.

a cura della Redazione

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