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Transfer Pricing

del 22/11/2010

Transfer Pricing

Con la presente portiamo alla Vostra attenzione le recenti novità in materia di Transfer Pricing introdotte dall’art. 26 del Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010.
Secondo l’art. 26 del citato provvedimento, in caso di rettifica del valore normale dei prezzi di trasferimento praticati nell’ambito delle operazioni con società del gruppo non residenti nel territorio dello Stato da cui derivi una maggiore imposta o un minor credito, le sanzioni previste in caso di dichiarazione infedele (dal 100% al 200% della maggiore imposta o del minor credito) non si applicano qualora, nel corso dell’accesso, ispezione o verifica o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all’Amministrazione finanziaria tutta la documentazione indicata in un apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (di seguito, “Provvedimento”).
E’ tuttavia previsto che, al fine di potersi avvantaggiare dell’esonero dalle sanzioni, il contribuente debba preventivamente comunicare all’Agenzia delle Entrate il possesso di tale documentazione secondo modalità previste dal medesimo Provvedimento.
Si evidenzia che, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’obbligo della comunicazione preventiva risponde all’esigenza di “consentire all’amministrazione fiscale di procedere ad una più efficace analisi preliminare dello specifico rischio fiscale, soprattutto con riferimento a quei soggetti privi della stessa”, lasciando così intendere che saranno oggetto di particolari controlli i contribuenti che non avranno effettuato alcuna comunicazione.
Il menzionato Provvedimento è stato emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate in data 29 settembre 2010.
Tale Provvedimento risulta essere conforme alle direttive emanate dall’OCSE e dal Codice di condotta dell’Unione Europea in materia di Transfer Pricing.
Conforme alle impostazioni OCSE e del Codice di condotta è, in particolare, l’articolazione della documentazione nel cosiddetto Masterfile, riguardante il gruppo, e nella Documentazione Nazionale, che attiene in modo più specifico all’impresa residente.
Il Provvedimento contiene, inoltre, un’opportuna articolazione delle informazioni a seconda della tipologia di impresa interessata, distinguendo a seconda che questa sia una società Holding, una Subholding, una Società partecipata ovvero una Stabile organizzazione di un’impresa non residente.
Le informazioni richieste dal Provvedimento sono molto dettagliate e si sostanziano in una effettiva analisi di Transfer Pricing. Il Provvedimento prevede infatti i seguenti obblighi documentali:
a) Nel Masterfile, devono essere fornite informazioni sul gruppo, la sua struttura, le strategie generali perseguite, le operazioni infragruppo e i relativi flussi, le funzioni svolte, i beni strumentali impiegati e i rischi assunti, i beni immateriali, la politica di determinazione dei prezzi di trasferimento del gruppo, eventuali rapporti con le amministrazioni fiscali dei paesi membri nell’Unione Europea concernenti “Advance Price Arrangements” (APA) e ruling in materia di prezzi di trasferimento;
b) Nella Documentazione Nazionale, devono essere invece fornite informazioni sulla impresa residente, la sua struttura operativa, le strategie generali perseguite ed eventuali mutamenti di strategia rispetto al periodo d’imposta precedente, le operazioni infragruppo, un’analisi di comparabilità, informazioni relative al metodo adottato per la determinazione dei prezzi di trasferimento ed informazioni su accordi per la ripartizione dei costi a cui l’impresa partecipa.
La documentazione deve essere predisposta ed aggiornata annualmente. Unica eccezione a questa regola è stata prevista per le piccole e medie imprese (intendendosi per tali le imprese industriali, commerciali o di servizi con volume d’affari o ricavi non superiori a 50 milioni di euro), che possono esimersi dall’aggiornare i dati relativi all’analisi di comparabilità per i due anni successivi a quello di predisposizione della documentazione.
La documentazione deve essere redatta in lingua italiana. E’, tuttavia, consentito – in linea con il Codice di condotta comunitario – adottare per il Masterfile una lingua straniera, che però il provvedimento limita all’Inglese, anche se, ad esempio, la capogruppo non ha sede in Stati di madrelingua anglossassone.
Sia il Masterfile che la Documentazione Nazionale devono essere siglati in ogni pagina dal legale rappresentante o da un suo delegato, nonché firmati nell’ultima pagina, anche con sottoscrizione elettronica. Nel caso di Masterfile relativi a gruppi comunitari, la firma del rappresentante fa fede della conformità di quanto presentato all’Agenzia delle Entrate a quanto esibito all’Amministrazione fiscale dello Stato di residenza della capogruppo.
Il Provvedimento precisa che la documentazione deve essere fornita in formato elettronico e non cartaceo; qualora, però, esistano solo copie cartacee, è consentito al contribuente – in un “tempo congruo assegnato dagli incaricati dell’attività di controllo” – predisporre la documentazione in formato elettronico senza che ciò pregiudichi la disapplicazione delle sanzioni.
Con riferimento ai termini per la comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate relativa al possesso della documentazione - come detto necessaria al fine di potersi avvantaggiare dell’esonero dalle sanzioni - il Provvedimento precisa che, a regime, tale comunicazione avviene in sede di dichiarazione dei redditi.
Per i periodi d’imposta anteriori a quelli in corso al 31 maggio 2010 (si tratta dei periodi di imposta ancora verificabili, tipicamente dal 2006 al 2009, considerando che il periodo di imposta 2005 è accertabile fino al 31 dicembre 2010), tale comunicazione deve essere effettuata in via telematica tramite Entratel entro il 28 dicembre 2010, anche se saranno considerati validi invii tardivi, purché anteriori ad accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il soggetto abbia avuto formale conoscenza.
I documenti devono essere consegnati ai verificatori entro 10 giorni dalla richiesta; sul punto, la locuzione “entro e non oltre” fa presumere una natura imperativa di tale scadenza (nel senso che, spirati gli stessi, l’Amministrazione è libera di applicare le sanzioni), fermo però restando che è possibile integrare i documenti dietro richiesta degli Uffici.
La disapplicazione delle sanzioni è condizionata alla completezza e veridicità delle informazioni contenute nella documentazione. Il Provvedimento dispone, infatti, che le sanzioni possono essere irrogate se i documenti sono incompleti, non conformi al contenuto minimo previsto, o non corrispondano al vero.
È tuttavia prevista una clausola di garanzia per il contribuente, che non può vedersi irrogata la sanzione per omissioni o inesattezze parziali o che, in ogni caso, non pregiudicano l’attività di controllo.
Ulteriore garanzia, poi, è rappresentata dal fatto che le informazioni contenute nella documentazione non possono essere utilizzate per “scopi diversi da quelli istituzionalmente riconducibili all’attività di controllo nel corso della quale essa è esibita”.

Studio Associato Caramanti Ticozzi & Partners

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