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Stretta sugli Yacht

del 19/11/2010

Stretta sugli Yacht

Niente fuga all'estero per i grandi yacht italiani. Almeno prima che venga accertata la totale regolarità fiscale nell'utilizzo del mezzo da parte dei suoi titolari. A pochi mesi di distanza dall'offensiva lanciata dalla Guardia di finanza nei confronti della nautica da diporto italiana, il legislatore ha voluto sferzare un nuovo colpo al popolo degli evasori. E così, si è deciso di integrare le disposizioni stabilite dall'art. 16 del Regolamento di attuazione del Codice della Nautica con le norme del decreto legge n. 40/2010 di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali. Risultato, l'ufficio d'iscrizione dell'unità nazionale che deve essere venduta o trasferita all'estero dovrà ottenere dall'Agenzia delle entrate il nulla-osta riferito all'assenza di carichi pendenti, risultanti dall'anagrafe tributaria, in capo alla proprietà dell'unità da diporto. Oltre a questo, d'ora in avanti, per vendere o trasferire un'imbarcazione all'estero servirà anche il nulla-osta da parte dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (Ipsema) riferito a tutti gli obblighi assicurativi e contributivi inerenti i marittimi iscritti alla Gente di Mare e imbarcati sull'unità da diporto. Nel caso i carichi pendenti esistano, è possibile ottenere il nulla osta con la prestazione di idonea garanzia, per l'intero ammontare di carichi, mediante fideiussione rilasciata da un'azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione, fino alla data in cui le violazioni stesse siano definitivamente accertate. "L'intensa attività di verifica e controllo svolta nei mesi estivi dalla Guardia di finanza nei confronti dei possessori e utilizzatori a vario titolo di unità da diporto ha evidenziato numerose situazioni di irregolarità fiscale, oltre a numerosi casi di esercizio abusivo dell'attività di locazione e noleggio di unità da diporto, o di imbarco in nero di personale marittimo, spesso privo delle abilitazioni professionali previste dalle leggi vigenti", ha spiegato Massimo Revello, presidente dell'Isyba, l'Associazione italiana dei mediatori marittimi. "Le conseguenze delle irregolarità riscontrate durante i controlli comporteranno l'impossibilità di ottenere il nulla-osta necessario per poter vendere all'estero la propria imbarcazione da parte di chi è stato sanzionato senza aver prima saldato i debiti nei confronti dello stato e dei fornitori".

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