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In calo gli incidenti stradali

del 18/11/2010

In calo gli incidenti stradali

Nel 2009 gli incidenti stradali sono diminuiti dell’1,6% rispetto all’anno precedente, diminuito dell’1,1% il numero dei feriti, mentre si è avuto un calo consistente del numero dei decessi (-10,3%). Tra le maggiori cause di incidente, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e l’elevata velocità. Sono questi alcuni dei dati emersi dal rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali avvenuti lo scorso anno. Ancora alto resta il numero delle vittime con una media giornaliera di 590 incidenti stradali che hanno provocato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 842. Di questi il 76% si è verificato sulle strade urbane anche se gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane con 5,1 decessi ogni 100 incidenti. Particolarmente rilevante la diminuzione per quanto riguarda le autostrade: rispetto al 2008 il numero dei decesso è sceso del 22,6%, grazie anche all’implementazione del sistema “Tutor” su un numero sempre crescente di tratte autostradali.
Durante la giornata il picco più elevato di incidentalità si registra intorno alle ore 18:00, mentre la fascia oraria con un indice di mortalità maggiore è quella delle 21 alle 7 del mattino. Sempre riguardo tale fascia oraria, le notti del venerdì e del sabato risultano essere quelle più pericolose con il 43,2% del totale degli incidenti notturni.
Preoccupante la rilevazione sull’età media delle vittime, che sono il più delle volte gli stessi conducenti, con un’alta incidenza nella fascia di età tra i 20 e 24 anni, mentre per quanto riguarda i passeggeri la fascia di età maggiormente colpita risulta essere quella tra i 15 ei 24 anni.
I dati del 2009, resi noti oggi”, ha commentato il ministro delle infrastrutture e trasporti Altero Matteoli, “confermano il sostanziale calo degli incidenti stradali, dei morti e dei feriti e riprovano che il lavoro intrapreso, le azioni e gli atti realizzati per sensibilizzare l'opinione pubblica e le famiglie cominciano a dare effetti positivi. E' evidente che molto resta ancora da fare e che l'impegno del governo, delle Forze di polizia, delle associazioni e della famiglia deve proseguire con rinnovata lena, anche alla luce di una percentuale preoccupante di giovani vittime”.

a cura della Redazione

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