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Nelle compensazioni la rata evita blocchi

del 12/11/2010

Nelle compensazioni la rata evita blocchi

Il blocco alle compensazioni per importi iscritti a debito superiori a 1.500 euro non riguarda i contribuenti che hanno in corso una rateazione del debito stesso in quanto non possono considerarsi come inadempienti. Da comprendere, inoltre, il criterio con il quale il blocco in questione opererà nel caso in cui il contribuente abbia a disposizione importi eccedenti quelli iscritti a ruolo e definitivamente scaduti. Infine, da un punto di vista operativo, massima attenzione dovrà essere posta all'estratto del ruolo, unico documento che è in grado di fornire una mappatura attendibile delle poste debitorie definitive.
Sono queste alcune delle considerazioni che si possono formulare sulla scorta delle disposizioni di cui all'articolo 31 della manovra estiva che hanno decorrenza dal prossimo 1 gennaio 2011.
La norma. Le disposizioni sopra richiamate prevedono come la compensazione dei crediti di cui all'articolo 17, comma 1, del dlgs n. 241 del 1997, relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento. In caso di inosservanza del divieto si applica la sanzione del 50% dell'importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell'ammontare indebitamente compensato. La sanzione non può essere applicata fino al momento in cui sull'iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o amministrativa e non può essere comunque superiore al 50% di quanto indebitamente compensato. La norma, dunque fissa alcuni principi :

  • l'importo del debito iscritto a ruolo e la sua natura, cioè quella erariale;
  • i crediti cui il divieto in questione si riferisce che sono, analogamente ai debiti, quelli erariali;
  • la tipologia di compensazione vietata che è quella "orizzontale";
  • il momento oltre il quale scatta il divieto che è quello del termine di pagamento del debito. Di fatto si tratta dell'inutile decorso dei 60 giorni per il pagamento della cartella esattoriale;
  • l'importo della sanzione dovuta nel caso in cui il contribuente violi la disposizione in questione che è fissata nel minore tra il 50% del debito scaduto e il 50% dell'importo a debito compensato in F24.

I pagamenti rateizzati. Molte delle problematiche che sono state sollevate in merito alla applicazione della disposizione normativa riguardano i debiti che sono oggetto di rateazione in quanto su tale possibilità è stato ricevuto l'assenso di Equitalia. Si deve ritenere che la limitazione prevista dall'articolo 29 non operi in questa situazione in quanto, implicitamente, il contribuente non può considerarsi come soggetto inadempiente ma, semplicemente, come un soggetto che ha ottenuto un'agevolazione per l'estinzione del debito. In concreto, dunque, il trattamento da riservare a tale posizione è analogo a quello dei debiti per i quali, per esempio, è stata concessa una sospensione. Peraltro, si deve ritenere che proprio in relazione alla vicenda della sospensione, sarà da chiarire se le compensazioni via via effettuata in costanza della stessa siano da considerare non sanzionabili laddove la controversia si concluda negativamente per il contribuente.
Le priorità nelle compensazioni. È chiaro dal tenore letterale della norma che laddove vi sia un debito iscritto a ruolo definitivamente scaduto il divieto di compensazione opera sino a concorrenza dello stesso ma non blocca la possibilità di procedere alle compensazioni per gli importi a credito eccedentari. Il punto problematico è però rappresentato dalla possibilità che si individui una priorità nelle compensazioni. Per esempio, se un contribuente ha un debito scaduto pari a 10 mila euro e crediti per 20 mila, posto che gli ulteriori 10 mila euro sono utilizzabili si tratta di comprendere se la prima compensazione effettuata per un importo ad esempio pari a 5 mila euro debba essere considerata comunque sanzionabile in quanto esiste il debito ovvero "libera" perché la compensazione in questione rientra comunque nell'importo eccedente il debito scaduto. La relazione di accompagnamento al decreto legge non chiarisce la questione anche se viene affermato come la compensazione, in tale situazione, genera "l'incongrua conseguenza di consentire la compensazione immediata (e dunque il mancato versamento delle imposte dovute) a chi è nel contempo debitore di altri importi iscritti a ruolo, anche di considerevole ammontare e risalenti nel tempo, e che si ostina a non pagare, costringendo gli organi della riscossione a defatiganti attività esecutive, spesso vanificate da deliberate spoliazioni preventive del patrimonio del debitore". Nello stesso tempo, la medesima relazione ricorda che la compensazione è libera per gli importi eccedentari il debito scaduto. È evidente come una soluzione o l'altra portino a risulta
La documentazione dei debiti. Fondamentale essere in possesso dell'estratto del ruolo, di fatto l'unico documento che consente di avere una mappatura corretta delle posizioni a debito a carico del contribuente. Tale certificazione è reperibile in Equitalia. Si rende possibile anche utilizzare il servizio on line. Non è infatti infrequente che il contribuente ignori l'avvenuta notifica di una cartella esattoriale che, nel frattempo, potrebbe essere divenuta definitiva.

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