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Contro il sommerso debutta la diffida

del 21/10/2010

Contro il sommerso debutta la diffida

Diffidabile il lavoro nero. L'ispettore che scopra lavoratori non dichiarati, infatti, potrà impartire al datore di lavoro una diffida ammettendolo a estinguere la violazione mediante il pagamento di una sanzione pari al minimo edittale (di 1.000/1.500 euro), maggiorato di un quarto della sanzione stabilita in misura fissa (di 7,5/37,50 euro) entro 45 giorni. Lo prevede, tra l'altro, il collegato lavoro, approvato martedì in via definitiva dalla camera dei deputati.

La nuova maxisanzione. Introdotta dal decreto legge n. 12/2002, la maxisanzione per il lavoro nero è stata più volte modificata. Con il collegato lavoro si trasforma andando a contemplare non più l'ipotesi di lavoratori "non risultanti dalle scritture obbligatorie", ma quella di lavoratori per i quali non è stata effettuata la preventiva comunicazione al centro per l'impiego (la Co, comunicazione obbligatoria). Non solo. Ma cambia pure l'importo. Infatti, chi sia scoperto a occupare lavoratori in nero (con eccezione dei datori di lavoro pubblici e domestici) sarà punito con la sanzione amministrativa da 1.500 a 12 mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di altri euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L'importo della sanzione è ridotto, da 1.000 a 8.000 euro maggiorato di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nell'ipotesi in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo successivo. Le nuove misure delle sanzioni si applicheranno, evidentemente, alle violazioni commesse a partire dalla data di entrata in vigore del collegato lavoro.
La diffida. Altra novità riguarda la possibilità di far ricorso alla diffida (disciplinata dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 124/2004) anche per la maxisanzione. Gli ispettori, in pratica, una volta scoperto lavoratori in nero potranno impartire una diffida a regolarizzare al datore di lavoro. Quest'ultimo, se regolarizza la sua posizione, sarà ammesso ad estinguere le violazioni mediante il pagamento di una sanzione pari al minimo edittale (euro 1.500 oppure euro 1.000 nell'ipotesi ridotta), maggiorato inoltre di un quarto della sanzione stabilita in misura fissa (euro 37.50 oppure euro 7,50 nell'ipotesi ridotta), entro il termine, anch'esso nuovo, di 45 giorni, ossia 30 giorni per regolarizzare e 15 giorni per pagare le sanzioni.
Infine, il collegato lavoro estende la competenza a irrogare la maxisanzione a tutti gli organi di vigilanza in materia di lavoro, fisco e previdenza. Tutti questi organi, in caso di mancato pagamento della sanzione ridotta, devono farne rapporto alla direzione provinciale del lavoro che è l'organo al quale rimane attribuita, in via esclusiva, la competenza ad adottare la conseguente ordinanza ingiunzione. Per le violazioni commesse fino al 10 agosto 2006, invece, il Collegato precisa che la competenza è dell'agenzia delle entrate.

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