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Patente sospesa, non è atto dovuto

del 20/10/2010

Patente sospesa, non è atto dovuto

La sospensione della patente non è un atto dovuto nel caso di guida in stato di ebbrezza alcolica. Infatti la misura non va disposta nel caso in cui il tasso di alcool non superi la maggiore soglia di 1,5 grammi per litro.

A questa conclusione è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21447 di ieri, ha accolto il ricorso di un automobilista, sorpreso a guidare in stato di ebbrezza alcolica, annullando la sospensione della patente disposta dal Prefetto.
Con motivazioni interessanti la seconda sezione civile, non condividendo le conclusioni raggiunte dal giudice di pace di Albenga che aveva dato torto all'automobilista, ha chiarito che secondo il magistrato onorario "il Prefetto di Savona, a seguito dell'accertamento da parte dei Carabinieri di Albenga della contravvenzione di cui all'art. 186 del Cds, aveva disposto a carico dell'automobilista la sospensione della patente di guida per giorni 15 e gli aveva ordinato contestualmente di sottoporsi a visita medica" a Savona. Poi dal verbale di contravvenzione era emerso che i risultati dell'esame alcoolemico avevano evidenziato alla prima prova un tasso alcolico di 1,28 g/l e alla seconda di 1,31 g/l, superiori a 0,50 g/l, limite indicativo dello stato di ebbrezza. Per questo il giudice aveva confermato la sospensione del Prefetto Da queste considerazioni, proseguono i giudici, deriva che, dopo che all'automobilista era stata contestata la violazione dell'art. 186 del Cds (consistente nella guida di autoveicolo in stato di ebbrezza, che costituisce fatto penalmente rilevante, cui può conseguire, ai sensi della stessa disposizione, formativa, la sospensione della patente di guida, a titolo di sanzione amministrativa accessoria in seguito all'accertamento dei reato), al medesimo è stata irrogata una sanzione in base all'art. 223 dello stesso codice (nel qual caso la misura, di carattere preventivo ed irrogabile dal Prefetto, ha natura cautelare e trova giustificazione nella necessità di impedire che, nell'immediato, prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, il conducente del veicolo, nei cui confronti sussistano fondati elementi di una evidente responsabilità in ordine ad eventi lesivi dell'incolumità altrui, continui a tenere una condotta che può arrecare pericolo ad altri soggetti). A questo punto è evidente la diversità sia della natura della sanzione nell'uno e nell'altro caso sia dei presupposti per la sua irrogazione.

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