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Carburante, costo in fattura. O si perdono le agevolazioni

del 15/10/2010

Carburante, costo in fattura. O si perdono le agevolazioni

Perdita di tutte le agevolazioni di natura tributaria, finanziaria e previdenziale ad essi destinati per il periodo di un anno a carico del committente e del vettore, nel caso di mancata indicazione del costo del carburante nella fattura di trasporto.

Questa la pesante punizione, oltre alle complicazioni di natura burocratica, fissata dall'articolo 83-bis, della legge 6/08/2008 n. 133, come modificata dalla legge 4/8/2010 n. 127, di conversione del dl 103/2010 e dopo le ulteriori modifiche introdotte con il dl 5/08/2010 n. 125, convertito dalla legge 1/10/2010 n. 163 che ne rendono definitiva la versione, concernente le disposizioni inerenti l'indicazione del costo del carburante in fattura per gli autotrasportatori e committenti, al fine di garantire la tutela della sicurezza stradale e la regolarità del mercato di settore.
Le richiamate disposizioni prevedono, infatti, che le fatture, relative a prestazioni di trasporto per conto terzi derivanti dal rispetto di quanto concordato nei contratti relativi, se stipulati in forma scritta, ai sensi dell'articolo 6, dlgs n. 286 del 2005, devono contenere l'indicazione della parte del corrispettivo relativo al costo del carburante necessario al vettore per l'esecuzione delle prestazioni convenzionate con il committente.
Preliminarmente, si rende necessario determinare il costo del carburante sulla base delle diverse tipologie dei vari veicoli, tenendo conto delle rilevazioni di costo medio, come indicate dall'Osservatorio sulle attività di autotrasporto che due volte l'anno (15 giugno e 15 dicembre) determina la quota di incidenza in percentuale dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto con riferimento ai costi del carburante; in attesa dell'operatività dell'organismo è il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con le associazioni sindacali, che pubblica il costo medio sul proprio sito.
In presenza di contratto scritto l'importo da indicare (nel contratto o nella fattura) corrisponde al prodotto del costo chilometrico determinato nel mese precedente a quello di esecuzione della prestazione, moltiplicato per l'entità dei chilometri corrispondenti a quelli necessaria all'esecuzione della medesima prestazione.
Se, al contrario, il contratto non risulta stipulato in forma scritta è la fattura emessa dal vettore che deve contenere (ai fini civilistici e amministrativi) la parte di compenso dovuto dal committente, corrispondente al costo del carburante utilizzato dal vettore per l'esecuzione della stessa prestazione, nella considerazione che, per quanto disposto dal comma 8, dell'articolo 83-bis in commento, qualora il corrispettivo risulti diverso dalla quota relativa al carburante e sia stato indicato per un ammontare inferiore a quello fissato, il vettore può richiedere l'integrazione del prezzo, con prescrizione quinquennale dell'azione di recupero, a partire dal giorno di completamento della prestazione.
In presenza della situazione indicata al comma 8 del citato articolo, se il committente non procede a regolarizzare la propria posizione effettuando il pagamento entro i 15 giorni successivi, si ritiene alla presentazione della fattura, il vettore può presentare entro i successivi 15 giorni, a pena di decadenza, la domanda di ingiunzione di pagamento al giudice competente per territorio, nel rispetto di quanto indicato dall'art. 638 c.p.c. (forma e deposito della domanda).
Pesanti le sanzioni: a carico sia del committente che del vettore, in presenza di contratti verbali ed in caso di omissione di tali indicazioni, prevista l'esclusione fino a sei mesi dalle procedure di affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi ma, soprattutto, l'esclusione per un intera annualità dai benefici di natura fiscale, finanziaria e previdenziale di qualsiasi tipo, come disposti dalla legislazione vigente (crediti d'imposta, bonus su bollo auto, ecc..).
Tali sanzioni, però, non si rendono applicabili nel caso in cui le parti contraenti abbiano stipulato un contratto di trasporto conforme ad un accordo volontario concluso tra la maggioranza delle associazioni sindacali e quella degli utenti di servizi.

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