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Fisco: le carte prepagate valgono per l'ISEE?

del 03/02/2016

Fisco: le carte prepagate valgono per l'ISEE?

Un dubbio che viene spesso sollevato in merito alle dichiarazioni ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) è se anche le carte prepagate siano da considerare per il calcolo della situazione economica. La risposta viene direttamente dall'Agenzia delle Entrate

Carte prepagate con IBAN: un conto a tutti gli effetti

Negli ultimi anni si sono diffusi diversi prodotti bancari e postali che prevedono la possibilità di ricevere accrediti tramite bonifico bancario senza tuttavia possedere un conto corrente. Questa possibilità è data da una tipologia particolare di carta prepagata, che oltre alla possibilità di effettuare pagamenti e ricevere denaro tramite ricariche, ha collegato un numero IBAN tramite il quale è possibile ricevere bonifici. In alcune occasioni, i contribuenti hanno evitato di includere le somme ricevute tramite questo strumento di pagamento ai fini del calcolo ISEE. Questo comportamento ha quindi spinto l'Agenzia delle Entrate ad emettere un provvedimento ad hoc che equipara a tutti gli effetti le carte di pagamento con IBAN ad un conto corrente. Ne consegue che chi richiede il calcolo dell'indicatore della situazione economica equivalente è tenuto a comunicare anche l'eventuale saldo di questo tipo di strumenti.

Carta prepagata con IBAN come il conto corrente: gli effetti

Tuttavia gli effetti di questo provvedimento non si fermano al solo calcolo dell'ISEE. Equiparando il possesso di una carta prepagata a quello di un conto corrente, di fatto l'Agenzia delle Entrate apre la possibilità di effettuare procedure di pignoramento anche sulle cifre detenute sulle carte prepagate, che vengono quindi incluse tra i beni ricercabili per il pagamento dei debiti.

Come già previsto, tutte le società che emettono questo tipo di strumento sono tenute a comunicarne periodicamente i dati all'Anagrafe Tributaria. La scadenza per la comunicazione 2016 è stata prorogata al 31 marzo 2016, rispetto al termine iniziale previsto per il 15 febbraio. Anche i dati del primo bimestre 2016 saranno comunicati all'inizio dell'anno in corso, con scadenza dell'invio delle comunicazioni prevista per la fine di aprile.

L'inserimento di questo tipo di strumento di pagamento all'interno dell'Anagrafe tributaria non dovrebbe presentare difficoltà, in quanto al momento dell'emissione delle carte prepagate, con o senza IBAN, vengono richiesti i documenti e i dati del richiedente, in modo da poter collegare in maniera univoca tramite il codice fiscale il possessore della carta alla situazione economica e fiscale di interesse dell'Agenzia delle Entrate.


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