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Terre agricole: la Cassazione annulla l'obbligo di vendere

del 03/11/2015

Contatta | Avv. Anna Maria Ghigna e Avv. Simone Campi
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Terre agricole: la Cassazione annulla l'obbligo di vendere

Il sig. Mario (nome di fantasia), proprietario di un terreno agricolo di rilevanti dimensioni si rivolgeva al Tribunale nel 2004 affinché imponesse al sig. Luigi (nome di fantasia) di vendergli il piccolo appezzamento agricolo di proprietà di quest’ultimo, posto tutto all’interno del compendio di proprietà di Mario.

Ai più, la richiesta di Mario potrebbe apparire un sopruso. Ma in un angolo dimenticato del nostro codice civile, vi è una norma che stabilisce che, al fine di assicurare il massimo utilizzo dei fondi agricoli, il titolare del fondo più grande ha il diritto di domandare al proprietario del fondo più piccolo, o al giudice, qualora non vi sia possibilità di accordo, l'acquisizione del terrenoappartenente all’altro, purché il campo di minori dimensioni sia compreso nel proprio ma abbia un’estensione inferiore alla cosiddetta “minima unità colturale”.

Ebbene, Luigi, citato in causa, resisteva, eccependo che la norma che gli avrebbe fatto perdere la titolarità del proprio piccolo appezzamento di terra, era inapplicabile per varie ragioni, una delle quali, l’assenza di un provvedimento legislativo regionale che desse attuazione alla prescrizione in oggetto e, in particolare, definisse quale potesse considerarsi la “minima unità colturale”.

La causa, dopo essere stata decisa dal Tribunale e dalla Corte d’Appello, giungeva al terzo grado di giudizio. La Corte di cassazione ha recentemente deciso in favore del sig. Luigi. Ma, si badi, non perché sia stato ritenuto ingiusto o contrario alla legge il presupposto della norma che consente l’acquisto forzoso di un fondo più piccolo contenuto in terreno di maggiori dimensioni, bensì perché la Corte ha rilevato la carenza di strumenti idonei a qualificare la minima entità colturale.

In questa prospettiva, la Suprema Corte ha confermato quanto in effetti la norma già dice: vale a dire che, in caso di contrasto tra le parti in ordine all’identificazione della minima unità colturale, occorre richiedere il parere delle associazioni di categoria le quali stabiliscano l’esistenza o meno dei requisiti dimensionali.  

I giudici hanno osservato infine che, sebbene la norma sia stata priva di applicazione per molti anni, essa permane ed è pienamente vigente nel nostro ordinamento, con la conseguenza che non si potrà chiedere all'autorità giudiziaria un'opera di integrazione e di supplenza a fronte della pluridecennale inerzia dell'autorità amministrativa a determinare il concetto di minima unità colturale.

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