Per barattare, come sappiamo, si intende il ricevere un oggetto o un servizio in cambio di un altro di pari valore. Ebbene, il principio più antico alla base dello scambio e dei rapporti commerciali da un po' di tempo è tornato di moda, come dimostrano vari siti dedicati proprio al baratto, come Coseinutili.it o Zerorelativo.it, specializzati nello scambio di oggetti, servizi e tempo tra persone. Ciò che può apparire invece più insolito è la possibilità di barattare i propri debiti verso l'amministrazione pubblica, legalmente possibile.
Secondo una legge in vigore dal 2014, i comuni hanno la facoltà di emettere esenzioni o riduzioni dei tributi in cambio di azioni volte alla riqualifica del territorio comunale. In base a questa norma, alcuni parlamentari hanno proposto che i comuni accettino il pagamento dei tributi sotto forma di lavoro a servizio del comune da parte di quei cittadini che non sono in grado di pagare i tributi richiesti. In pratica, una volta quantificate le tasse da pagare per il singolo contribuente, il comune decide quante ore di lavoro siano necessarie per saldare il proprio debito nei confronti dell'amministrazione pubblica.
Il baratto amministrativo non può però essere applicato indistintamente a tutti i cittadini e a tutti i tipi di imposte. Spetta al comune stabilire per quali tributi è possibile effettuare la richiesta di scambio, quanto far durare il periodo di tempo consecutivo in cui può essere effettuato il lavoro e a quali persone destinare questa possibilità. Una volta stabilite le regole di base, il comune individua gli interventi che possono essere soggetti a questo tipo di compensazione, come ad esempio la manutenzione del verde pubblico o di qualsiasi altra opera utile al comune stesso. Di norma l'accesso prioritario a questa possibilità è affidato alle associazioni o ai cittadini con un ISEE inferiore a una soglia predeterminata. Nonostante possa apparire un progetto difficilmente realizzabile, la correttezza dal punto di vista legale in teoria potrebbe far diffondere questa possibilità in tutto il territorio italiano.
A questo proposito, ecco una curiosità: il modello del baratto
amministrativo è già stato applicato con successo nel comune di Invorio,
in provincia di Novara. Qui il sindaco ha deciso di far lavorare un cittadino
indigente per l'equivalente di 1.200 euro (con paga oraria virtuale di 7,5 euro
all'ora). In questo modo il cittadino, un sessantenne disoccupato, potrà
risarcire i tributi spettanti al comune: mentre il comune, dal canto suo, potrà
recuperare il valore della tassazione non corrisposta, che sarebbe altrimenti
andata ad alimentare il conteggio delle imposte evase,
anche se derivanti dall'effettiva impossibilità della persona interessata a
onorare il pagamento.
