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Come si rateizzano gli avvisi bonari

del 14/07/2015

La Rateizzazione Agenzia Entrate 2015 può essere richiesta da tutti i contribuenti che vogliono versare a rate le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte, gli avvisi bonari e le cartelle di pagamento, con un numero di rate diverso per ciascuno di essi.

Le nuove disposizioni riguardano in particolar modo gli avvisi bonari emessi dall’Agenzia delle Entrate a seguito di irregolarità rilevate e verificate a mezzo:

·  Avviso bonario liquidazione automatica delle dichiarazioni, di cui all’art.36-bis del DPR 600/73 e all’art.54-bis del DPR 633/72, eseguiti dagli Uffici a seguito del controllo formale delle dichiarazioni;

·  Controllo formale delle dichiarazioni di cui all’art.36-ter del DPR 600/73, che evidenzino delle irregolarità tra i dati in possesso dall’Agenzia e quelli dichiarati dal contribuente;

·  Controlli formali e automatizzati tassazione separata - Tfr e arretrati art. 36 bis (Tfr).

Le comunicazioni non sono veri e propri atti impositivi e, quindi, non sono impugnabili dinanzi alle Commissioni tributarie.

Tutti i contribuenti possono richiedere una rateizzazione delle somme richieste dall’Agenzia delle Entrate nelle comunicazioni di irregolarità rilevate a seguito di verifiche automatizzate e formali, le modalità e i termini di richiesta di rateazione dipendono dall’entità e della misura delle somme da pagare:

·  per somme fino a 5.000 euro: l’importo totale può rateizzato in un numero massimo di 6 rate trimestrali;

·  per somme oltre 5.000 euro: l’importo totale può rateizzare al massimo di 20 rate bimestrali.

Le rate possono essere anche di importo decrescente, fermo restando il numero massimo previsto.

Le nuove disposizioni in materia di rateazione delle comunicazioni di irregolarità sono state introdotte dalla legge n. 214/2011, il c.d. Salva Italia, nello specifico è stato:

Eliminato l’ obbligo di prestare garanzia nei casi in cui l’importo complessivo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 euro ed è stata introdotta la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso per il ritardato pagamento delle rate successive alla prima.

La Rateizzazione concessa ai contribuenti per pagare e versare le somme non pagate in precedenza e rilevate mediante verifiche sulle irregolarità dei versamenti attraverso controlli formali e automatizzati, può decadere nel momento in cui, il contribuente non provveda ad effettuare il pagamento della prima rata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, o anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva.

La cessazione immediata del beneficio della rateizzazione concessa inizialmente dall’Agenzia delle Entrate comporta che l’importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena, meno quanto già versato dal contribuente, sia iscritto a ruolo e diventi pertanto titolo esecutivo in cartella esattoriale.

Il pagamento tardivo di una rata diversa dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva prevede come conseguenza quella di iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione: fino al 30% dell’importo della rata versata in ritardo, e degli interessi legali: dal 1° gennaio 2015 pari allo 0,5% annuo.

Se si decade dal beneficio della rateizzazione, è possibile poi fruire della dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo e notificate con la cartella esattoriale (Dl. n. 16 del 02/03/2012).

L’istanza di richiesta di rateizzazione deve essere inviata in carta semplice all’Agenzia delle Entrate, meglio se spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, presso l’indirizzo indicato nella comunicazione di richiesta delle somme rilevate dall’Agenzia per mezzo dei controlli formali e automatizzati.

Il contribuente al fine di evitare il decadimento del beneficio della rateizzazione, a causa del mancato pagamento entro i termini di legge dell’importo a lui comunicato, può avvalersi dell’istituto del Ravvedimento Operoso entro il termine di pagamento della rata successiva, impedendo così che l’iscrizione a ruolo diventi esecutiva.

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