L'euro è stato un errore che ha prodotto conseguenze negative per l'Europa e ha spinto ad altri errori: tra questi il peggiore è l'imposizione ai Paesi più deboli delle politiche di austerità. Queste le parole di qualche tempo fa, di Amartya Sen, economista di origine indiana, Premio Nobel, e filosofo, docente all'università americana di Harvard ma spesso anche a Oxford e Cambridge.
Secondo Sen, la moneta unica era nata con lo scopo di unire il continente ma ha finito per dividerlo.
Le tensioni che si sono create sono l'ultima cosa di cui ha bisogno l'Europa.
Quando tra i diversi Paesi si verificano differenziali di crescita e di produttività, servono aggiustamenti dei tassi di cambio. Non potendo farli, si è dovuto seguire la via degli aggiustamenti nell'economia, cioè più disoccupazione, la rottura dei sindacati, il taglio dei servizi sociali.
Costi molto pesanti che spingono verso un declino progressivo a causa delle politiche di austerità messe in atto.
L'Europa ha impiegato anni a costruire lo Stato sociale. Ora rischia di distruggerlo, nell'Educazione, nella Sanità, nella rete di sicurezza sociale.
L'Europa
ha bisogno di riforme: pensioni, tempo di lavoro, eccetera. E quelle vanno
fatte, soprattutto in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia.
E non hanno niente a che fare con l'austerità, con tagli indiscriminati.
Le riforme si fanno meglio senza austerità.
Affrontando il caso Grecia, più che mai attuale, occorre mettere la Grecia in grado di pagare 1,6 miliardi di euro al Fmi, permettendo uno swap del debito con titoli della Bce dovuti in luglio e agosto in cambio di bond dal fondo di salvataggio, con scadenze più lunghe e tassi di interesse più bassi, che riflettano gli inferiori oneri finanziari dei creditori.
È necessario ricominciare le trattative, tenendo, in primo luogo, in considerazione che le politiche restrittive di austerità richieste alla Grecia sono state screditate dallo stesso dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale.
In secondo luogo, non bisogna dimenticare che i leader di Syriza si sono impegnati a intraprendere in Grecia riforme di ampia portata che oggi sono più che mai vitali per la Grecia.
