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Regimi dei minimi 2015, nuove

del 25/02/2015

Regimi dei minimi 2015, nuove

Se l’Italia riparte, è necessario maneggiare con cura soprattutto quelle realtà economiche emergenti spesso nascoste sotto le tante partite iva tricolore.

Parliamo, dunque, delle novità in arrivo nel regime fiscale cosiddetto dei minimi, un profilo fiscale particolare destinato alle nuove attività imprenditoriali, in particolare giovanili. Viene così denominato poiché permette di usufruire di un'aliquota forfettaria ridotta sui ricavi. Inoltre, ricordiamolo, è esente dall'IVA. Il tutto per facilitare l'ingresso nel mercato delle nuove attività, secondo il legislatore.

Nei mesi scorsi, il Governo Renzi aveva annunciato modifiche sostanziali in arrivo per le posizioni fiscali aperte a partire dal 2015. La tempesta annunciata aveva fatto così correre ai ripari gli interessati con l'apertura di nuove partite IVA al termine dello scorso anno.

Nuovi minimi: fra il dire il fare

Le principali modifiche al regime fiscale dei minimi, contenuto nel cosiddetto "decreto milleproroghe", riguardano in particolare l'aumento dell'aliquota INPS. Per i nuovi iscritti alla gestione separata della cassa previdenziale era previsto un innalzamento della percentuale da versare, calcolata sul ricavo netto annuale. La prima ipotesi di modifica  prevedeva un innalzamento fino al 30,72%, per tutti i tipi di regime fiscale (non solo per i minimi). 

Ma le proteste sono arrivate da tutti i fronti e il decreto è stato di fatto annullato. Le condizioni per l'apertura di una partita IVA con il regime dei minimi, anche nel 2015, resteranno invariate rispetto agli anni precedenti.

La modifica della percentuale da versare per i contributi previdenziali verrà introdotta progressivamente per le partite IVA ordinarie: per il 2015 continueranno a veder applicata l'aliquota del 27,72%, nel 2016 e 2017 salirà di un punto percentuale ogni anno, arrivando a quota 29,72%.

Le partite IVA appartenenti al regime dei minimi usufruiranno anche per il 2015 dell'imposta sostituiva al 5%, come in vigore nel 2014. La soglia dei 30.000 euro, tetto massimo dei ricavi per poter rientrare in questo tipo di regime, resta invariata nel nuovo anno.

Una novità riguarda invece le imprese e gli artigiani iscritti alla gestione separata INPS a partire dall’anno in corso: il versamento dei contributi INPS potrà essere evitato se il reddito annuo non supererà la soglia dei 15.548 euro. Questa opzione non è prevista per i professionisti.

E dal 2016?

La copertura finanziaria, il problema maggiore a causa del quale erano state ipotizzate le modifiche per il 2015, rimane un’incognita anche per il prossimo anno.

Non è ancora dato sapere, allora, se la possibilità di adesione al regime dei minimi alle condizioni attuali verrà mantenuta immutata anche per il 2016.

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