L'Antitrust tira le somme della sua indagine, iniziata a febbraio scorso, e volta a verificare la corretta applicazione delle commissioni per il pagamento attraverso bancomat.
Il consorzio al quale fa capo il servizio è composto da quasi seicento tra banche e società di pagamento. Secondo l'Authority per la trasparenza nel commercio, queste ultime avrebbero applicato tariffe superiori - fino al 30% - rispetto al necessario.
Di conseguenza, il consorzio che gestisce questa forma di pagamento si è impegnato a ridurre le commissioni. Ecco la buona notizia: passeranno dai dieci centesimi attuali a sette centesimi di euro.
La cifra potrebbe essere ritenuta irrisoria, ma non è così. Se si considera la mole dei soggetti interessati e il numero di operazioni che ogni giorno vengono effettuate nel nostro Paese, il conto è stellare.
Solo in Italia, ricordiamolo, sono presenti circa 30 milioni di carte di pagamento, quasi una ogni due cittadini, bambini compresi. Sono inoltre presenti 1,2 milioni di POS (Point of Sale, il sistema di che permette l'utilizzo delle carte di pagamento).
A favore dei consumatori, il risparmio dovrebbe tradursi in un costo minore dei pagamenti. Inoltre, secondo l'Authority questo costo potrebbe essere ridotto ulteriormente e non è quindi escluso che un taglio ulteriore venga effettuato conseguentemente alla messa a regime del sistema.
D’altronde, gli impegni suddetti sono stati assunti dal consorzio in forma ufficiale e non potranno quindi essere disattesi.
La commissione - di importo pari a dieci centesimi - era stata introdotta ad inizio dell'anno senza un termine ultimo di applicazione. Secondo la parola data, il consorzio ha garantito che renderà noto tramite il proprio sito internet l'importo delle commissioni applicate a ogni servizio di pagamento.
Il consorzio avrà 45 giorni di tempo per comunicare all'Autorità sulla concorrenza le misure scelte e messe in campo.
Non è dato sapere se il risparmio sulle commissioni si tradurrà immediatamente in un costo inferiore anche per gli utilizzatori, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti di tasse e bollettini (al momento sono quelli sui quali vengono applicate le commissioni maggiori).
L'associazione dei commercianti Confesercenti, a questo proposito, ha chiesto che la riduzione delle commissioni venga presto estesa a tutti i tipi di pagamento.
Ciò in vista di favorire la diffusione della moneta elettronica, ancora sottoutilizzata da parte dei consumatori italiani rispetto a quanto avviene in altri stati anche dell'Unione Europea. Ricordiamolo: sarebbe la migliore arma contro l’evasione fiscale.
