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Tasi cosa succede in caso di errore

del 24/10/2014

La Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili relativi agli immobili, fin dalla sua introduzione ha creato non pochi dubbi.

Lo scorso 16 ottobre è scaduta la sua prima rata ma, nonostante questo, ci sono ancora perplessità che i contribuenti non sanno risolvere. Molti cittadini, ad esempio, si chiedono che cosa succederà se per le più svariate ragioni non si è potuto corrispondere l'importo previsto entro la scadenza.

Si tratta di un problema che riguarda almeno 5000 Comuni italiani, ovvero quelli interessati dalla scadenza a metà ottobre ma in ritardo con la presentazione dei dati al Ministero. La prima rata, secondo le indicazioni del Governo centrale, sarebbe dovuta essere a giugno a patto che, appunto, i Comuni informassero il Decastero sulle proprio intenzioni. La seconda rata, tra l'altro, è prevista per dicembre salvo modifiche ulteriori.

Finora, le indicazioni pervenute dicono che in caso di errore nel pagamento della prima rata la differenza, se minima, potrà essere corrisposta insieme con la seconda rata. Nei casi di pagamento tardivo, il contribuente sarà soggetto al cosiddetto ravvedimento oneroso, ovvero al pagamento di una mora.

Un'attenzione particolare la devono avere coloro i quali devono ancora effettuare il pagamento. In questo caso è consigliabile provvedere al più presto perché l'importo della mora da dover aggiungere potrebbe essere molto alto. Fino al quattordicesimo giorno di ritardo, infatti, la sanzione è dello 0,2% per ogni giorno che passa. Superato il quattordicesimo l'importo lievita fino al 3% per ogni giorno che passa e resta tale fino allo scadere del primo mese. Successivamente la mora sarà del 3,75% più l'1% su base annua per gli interessi legali. Più grave invece sarà la situazione di chi omette completamente il pagamento della TASI. In questo caso, i contribuenti potranno essere soggetti ad un controllo e potrebbero fioccare sanzioni anche del 30% dell'importo da pagare che andrà a sommarsi agli altri importi di mora appena elencati.

Va precisato, inoltre, che per gli importi superiori ai 1000 euro, non sarà più possibile effettuare il pagamento del Modello F24 presso gli sportelli bancari o delle Poste ma dovrà essere fatto solamente online. In alternativa si può comunque effettuare il pagamento tramite il classico bollettino postale per il quale non vi è alcun limite di importo massimo.

Gran parte dei Comuni ha provveduto a inviare nelle case dei contribuenti i bollettini e i Modelli F24 precompilati e contenenti già l'importo da corrispondere. Chi non li avesse ricevuti potrà comunque affidarsi ad un CAF, il Centro di Assistenza fiscale, o ad un commercialista per evitare errori.

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