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Contro l'elusione fiscale delle multinazionali

del 18/09/2014

È stata raggiunta di recente un’intesa tra i Paesi dell’OCSE e quelli del G20 sui primi sei punti della cosiddetta lotta all'ottimizzazione fiscale delle multinazionali. In generale si tratta di multinazionali la cui struttura societaria è pianificata per marchi, brevetti e gestione finanziaria e si pone troppo spesso al limite con quella che viene definita una vera e propria elusione fiscale. In sostanza, i comportamenti di queste aziende non sono illeciti, ma sfiorano la zona d’ombra. Pertanto, onde evitare che determinate operazioni sfuggano all’occhio vigile del fisco internazionale, è stata firmata la suddetta intesa.

L’intesa ha sancito l’accordo dei suddetti Paesi su sei dei sette punti di cui si compone la strategia di lotta. Questi punti sui quali i firmatari concordano vertono, tra le altre cose, su misure inerenti agli asset intangibili e all’economia digitale. L’unico punto che non ha trovato convergenza è il settimo, riguardante le “pratiche fiscali dannose” in merito alle quali sono emersi non pochi disaccordi circa alcuni importanti passaggi tecnici.

In linea generale, i Paesi firmatari dell’intesa hanno compiuto un passo storico, portando a compimento la road map entro i termini fissati. Tra gli impegni che il gruppo Ocse e quello G20 hanno sottoscritto troviamo la prevenzione circa l'assegnazione di benefici da trattati in circostanze inappropriate, l’introduzione della documentazione sui prezzi di trasferimento e reporting Paese-per-Paese per le multinazionali, la regolamentazione della localizzazione e dei trasferimenti degli asset intangibili e la neutralizzazione degli effetti dell'utilizzo di strumenti ibridi e delle mancate corrispondenze tra le legislazioni per evitare l'imposizione. È stato inoltre concordato un rapporto preliminare tenendo conto delle cosiddette sfide fiscale dell'economia digitale che delinea due percorsi paralleli: il primo, inerente all’avvio dell’azione futura; il secondo, riguarda lo sviluppo di uno strumento multilaterale per modificare i trattati bilaterali. Il rapporto non ha comunque tracciato misure precise. In conclusione, il tema affrontato in sede di stipula dell’intesa verrà altresì posto sul tavolo del G20, che si terrà in Australia il prossimo fine settimana.

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