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Avvocati, cancellazione dall'Albo entro 90 gg

del 01/09/2014

Il nuovo Regolamento che disciplina la previdenza per gli avvocati è stato da poco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n.192 del 20 agosto). La novità più importante è senza dubbio l'obbligo per tutti gli avvocati di iscriversi alla Cassa forense.

Chi vuole esimersi dalle nuove disposizioni? Dovrà comunicare alla Cassa l'intenzione di cancellarsi dall'Albo, entro 90 giorni. Solo in questo modo potrà evitare di pagare i contributi previsti.

Il nuovo testo prevede l'iscrizione a condizioni agevolate di oltre 50mila legali, finora rimasti fuori perché aventi un reddito inferiore ai 10.300 euro.

Dopo i 90 giorni, in caso di mancata richiesta di cancellazione, la Cassa forense procederà con l'iscrizione retroattiva dal 1° gennaio 2014.

Il Regolamento è una “manna dal cielo” anche per i 30mila legali già iscritti alla Cassa ma a rischio cancellazione poiché al di sotto del reddito stabilito. Infatti, se inizialmente le agevolazioni interessavano solo gli under 35, ora sono stati estesi a tutti i professionisti in condizioni svantaggiate, che dovranno pagare per la previdenza un contributo soggettivo di 700 euro anziché di 2.800, un quarto della contribuzione minima.

Resta valida la possibilità di dilazionare i versamenti nei primi otto anni, con facoltà di andare indietro di tre anni per i nuovi iscritti. Ovviamente, le concessioni diminuiranno alla stregua dei contributi: ai fini previdenziali, verranno cioè conteggiati soltanto sei mesi al posto dell’annualità.

Anche nel mondo dei legali, evidentemente, la Crisi economica ha fatto i suoi danni. Il Regolamento ha lo scopo di andare incontro agli avvocati che si trovano in grave difficoltà lavorativa ed economica, ma anche di fare pulizia negli elenchi degli iscritti, pieni di soggetti che esercitano altre attività (ad esempio l'insegnamento) alternativa all’esercizio dell’avvocatura.

Come al solito in Italia, la notizia ha scatenato polemiche. E’ facile aspettarsi che le cancellazioni abbonderanno; per esempio, da parte di chi non può permettersi nemmeno il contributo di 700 euro.

Nonostante ciò, il presidente della Cassa Forense, Nunzio Luciano, ha sottolineato che le condizioni offerte dalla nuova normativa sono favorevoli rispetto a quella della gestione separata dell'Inps, alla quale attualmente sono iscritti i 50mila legali succitati (senza peraltro godere dell'assistenza e dei supporti che la Cassa è invece in grado di assicurare!).

L'obbligo di iscrizione contestuale sia all'Albo che alla Cassa previdenziale forense varrà per tutti i professionisti possessori del titolo di avvocato. Attenzione, dunque: non sono esenti neanche i commercialisti e i consulenti del lavoro che, volendo mantenere l'iscrizione alla loro Cassa, saranno tenuti a pagare una doppia contribuzione.

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