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730 precompilato, cosa cambierà dal 2015

del 25/08/2014

Una semplificazione per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi sarebbe all'orizzonte. E' stato infatti presentato il progetto per l'introduzione del 730 precompilato, una dichiarazione dei redditi che dovrebbe invertire il ruolo tra pubblica amministrazione e contribuente. Se il progetto, ancora in fase sperimentale andrà in porto, sarà l'agenzia delle entrate a comunicare ai contribuenti quanto dovuto o il credito vantato nei confronti dello stato, e non il contrario come di fatto avviene ora.

Il 730 precompilato sarà disponibile per i cittadini tenuti alla presentazione di questo modello, che da un primo calcolo potrebbe riguardare fino a 30 milioni di italiani, calcolati tra pensionati e lavoratori dipendenti. Il contribuente non sarà più quindi tenuto a redigere recarsi presso un centro di assistenza fiscale o da un professionista per la stesura del 730, ma sarà tenuto solo a verificare che i dati in possesso dell'agenzia delle entrate siano corretti. Come anticipato, la dichiarazione dei redditi precompilata sarà già possibile a partire dal prossimo anno, in riferimento ai dati reddituali del 2014, ma non riguarderà l'intera platea di chi presenta questo tipo di dichiarazione. Infatti, almeno per la fase sperimentale iniziale, sono state individuate alcune categorie di cittadini che faranno da apripista a questa innovazione.

In particolare per il primo anno il 730 precompilato riguarderà coloro che hanno un rapporto di lavoro dipendente ed i redditi assimilabili. Per quest'ultima categoria saranno interessati: i soci lavoratori delle cooperative, i percettori di assegni o borse di studio, chi percepisce compensi come sindaco, revisore dei conti, i collaboratori di testate cartacee, i lavoratori socialmente utili ed i percettori di redditi in assenza di rapporti di lavoro subordinato.

L'agenzia delle entrate, per la compilazione del modello, terrà conto dei dati disponibili dall'incrocio delle diverse fonti di informazione reddituale, ed in particolare delle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti, comprese quindi le somme versate allo stato. Saranno presi in considerazione anche i dati forniti da enti esterni, come ad esempio gli istituti previdenziali, ma anche società assicurative e bancarie (con modalità ancora da chiarire), e le dichiarazioni rilasciate dai datori di lavoro, così come le dichiarazioni per prestazioni di lavoro occasionale.

Il contribuente sarà tenuto comunque a presentare all'agenzia delle entrate tutta la documentazione che riguarda le possibili spese detraibili, come ad esempio gli interessi sui mutui e le spese mediche, ma questi dovranno essere comunicati entro il mese di febbraio, quindi con molto anticipo rispetto a quanto avviene ora. A partire dall'anno successivo invece anche questo tipo di dati verrà conteggiato in automatico. 


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