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Cosa ha rilevato il redditometro 2013

del 21/07/2014

Nel 2013 sono stati soltanto 21.000 i controlli con una maggiore imposta accertata di 350 milioni di euro.

Se nel 2013 lo strumento è stato parzialmente accantonato in attesa del parere del garante della Privacy, non sembra che per il 2014 le cose possano migliorare visto che sono stati inoltrati 17.000 inviti al contradditorio con esiti piuttosto scarsi.

Gli accertamenti fondati sulla ricostruzione sintetica del reddito complessivo dovrebbero garantire la massima efficacia dissuasiva, mediante un’accurata analisi di rischio che consenta di individuare solo le posizioni caratterizzate da una rilevante discrasia, in termini assoluti, tra il reddito complessivo dichiarato e quello determinabile sinteticamente.

I dati degli ultimi anni vanno però in questa direzione; infatti, la stessa AE ammette come i risultati del piano straordinario previsto per il triennio 2009-2011 confliggano con detto obiettivo, atteso che se da un lato lo stesso ha consentito di incrementare i controlli portandoli nel 2011 a circa 36 mila, dall’altro bisogna evidenziare che al detto incremento numerico registrato nel triennio 2009-2011, ha solo in parte corrisposto un netto miglioramento qualitativo. Nel 2009 infatti con 28.316 accertamenti eseguiti il maggior imponibile accertato è stato pari a 460 milioni; nel 2010 con 30.443 accertamenti eseguiti il maggior imponibile accertato è stato pari a 501 milioni; nel 2011 con 36.390 accertamenti eseguiti il maggior imponibile accertato è stato pari a 586 milioni.

Nonostante nell’ultimo bilancio pubblicato il 16 luglio scorso l’AE sostiene che dovrà essere posta particolare cura nell’attività di analisi e selezione delle posizioni più significative che consentirà un miglioramento qualitativo dei risultati, ma dall’esito delle prime missive spedite non sembra ci si trovi di fronte a un’inversione di rotta.

In molti casi infatti, le lettere, si sono rivelate piene di errori a causa di informazioni non corrette o non aggiornate contenute nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria. Sembra che molte delle lettere inviate si concluderanno con un nulla di fatto con relativo annullamento dell’azione accertativa.
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