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Equitalia è ripartita dal 16 giugno

del 18/06/2014

Dal 16 giugno, con la scadenza del termine di sospensione, Equitalia ha ripreso le azioni cautelari ed esecutive.

Per quanto concerne i pignoramenti immobiliari, il MEF ha chiarito che è possibile procedere con le espropriazioni avviate fino al 22 giugno, anche se le stesse riguardano immobili per i quali il decreto del fare ha posto particolari garanzie.

Equitalia non può procedere all'espropriazione se l'immobile (non di lusso) è l'unico bene di proprietà del debitore, qualora lo stesso sia adibito a uso abitativo e il contribuente vi risieda anagraficamente.

Allo stesso modo, anche per gli immobili diversi dall’abitazione principale, non si può ricorrere all’espropriazione forzata se il debito da riscuotere non supera i 120mila euro e se non è stata prima iscritta ipoteca o non sono passati almeno sei mesi dall'iscrizione senza che l'importo dovuto non sia stato effettivamente pagato.

In attesa di chiarimenti ufficiali, gli uffici erano stati invitati ad applicare i nuovi limiti previsti per l'esecuzione sugli immobili anche ai pignoramenti già eseguiti al 22 giugno 2013, per i quali non fosse intervenuta ancora la vendita all'asta del bene, sospendendo la fase della riscossione coattiva.

Con il chiarimento fornito il 7 maggio viene definitivamente sancita l’irretroattività delle disposizioni contenute nel decreto del fare. Il 16 giugno riprenderanno quindi ordinariamente le procedure esecutive che erano state sospese.

Anche in vigenza delle disposizioni contenute nel decreto del fare, è comunque possibile, per Equitalia, intervenire nell’azione esecutiva promossa da un altro creditore.

Riprenderanno ordinariamente anche le azioni cautelari. Se il debito è superiore a euro 20.000 si potrà quindi iscrivere ipoteca, previa notifica dell’intimazione a pagare le somme entro 30 giorni. Sarà inoltre possibile procedere, sempre dal 16 giugno, con il fermo amministrativo dei veicoli. A tal proposito si ricorda che, con il decreto del fare, è stato previsto il necessario invio di un preavviso di fermo, con il quale si invitano a pagare le somme dovute entro il termine di 30 giorni. Tale preavviso assume estrema rilevanza in quanto il contribuente può, entro suddetto termine, dimostrare la condizione di strumentalità del veicolo.


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