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pagamento a rate delle imposte dovute

del 29/05/2014

In momenti come questi di attuale crisi economica, trovare i soldi per pagare le imposte può rappresentare un grosso problema, soprattutto se si tratta di importi di una certa consistenza. Un modo per evitare di compromettere la liquidità aziendale e/o familiare potrebbe essere il pagamento dilazionato. Il fisco italiano ha messo a disposizione dei contribuenti la possibilità di effettuare i versamenti delle imposte dovute in modo rateale. Tale opportunità, ovviamente, non è un servizio fornito gratuitamente, in quando, i soggetti che vi accedono devono versare gli interessi e, in determinati casi, fornire anche garanzie.

In primo luogo, la facoltà di pagare in rate mensili di uguale importo tutte le imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi viene concessa a tutti i contribuenti, anche sprovvisti di partita Iva. La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi, ma può essere parziale ( ad esempio, è possibile rateizzare l'Irpef e versare l'Irap in un’unica soluzione). Il contribuente che decide di pagare in questo modo deve applicare l’interesse annuo che va calcolato in misura forfetaria tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza della rata che si versa. Il numero delle rate può essere scelto fino ad un massimo di 7, ma in ogni caso il pagamento deve essere completato entro il mese di novembre.

Le imposte risultanti dalle dichiarazioni e non pagate, vengono di solito richieste attraverso una comunicazione di irregolarità (cd avviso bonario), con gli interessi ed una sanzione del 10%. In tal caso il contribuente può dilazionare il versamento, a condizione che paghi la prima rata entro 30 giorni dalla notifica, senza particolari formalità e garanzie. L’importo dovuto può essere suddiviso in 6 rate trimestrali se riguarda le somme inferiori a 5 mila euro o in 20 rate per gli importi superiori.

Le somme dovute a seguito di acquiescenza all’avviso di accertamento e di accertamento con adesione  possono essere versate in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i 51.645,69 euro, sempre a condizione che la prima rata venga corrisposta entro 60 giorni dalla notifica, nel caso di acquiescenza, ed entro 20 giorni dalla sottoscrizione del verbale nel caso di accertamento con adesione.

Il mancato pagamento di una rata diversa dal prima potrebbe non far decadere dal beneficio a condizione che la violazione venga sanata entro la scadenza della rata successiva. Tuttavia, l’omesso versamento di anche una sola rata (vale a dire l’omesso pagamento di una rata diversa dalla prima entro la scadenza della rata successiva) fa decadere dal beneficio in oggetto e il relativo importo residuo viene iscritto a ruolo. Comunque la possibilità di versamento rateale è ammessa anche per le somme iscritte a ruolo o affidate ad Equitalia. Il contribuente ha, in questo caso, l’opportunità di dilazione ordinaria (massimo 72 rate) oppure di rateizzazione straordinaria (durata 120 rate); quest’ultima riguarda tutti coloro che si trovano, per ragioni che non dipendono dalla loro responsabilità, in una grave e comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica. La concessione del beneficio per questi tipi di debiti è strettamente correlata all’importo dei medesimi, infatti, la soglia del debito pari a 50 mila € differenzia l’ottenimento della rateizzazione: per gli importi inferiori il beneficio viene concesso automaticamente; per quelli che superano il suddetto limite la concessione viene subordinata alla verifica e di riflesso alla preparazione di una documentazione idonea a comprovare le difficolta economico – finanziarie del contribuente.

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