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Pos, da giugno per i professionisti

del 20/05/2014

Novità in vista per laretribuzione delle prestazioni dei professionisti. Dal30 giugno, infatti, scattal'obbligo di accettare anche i pagamenti tramite il POS, ilpoint of sale, cioè quell'apparecchio che si utilizza per pagare con le carte bancomat o di credito. Per alcune categorie, in realtà,l'obbligo è già scattato dallo scorso gennaio, ad esempioper chi, nel 2012, ha superato il fatturato di 200.000 mila euro.

A sancire l'obbligatorietà di questa forma di pagamento anche per i professionisti è stato ilDecreto Sviluppo del 2012, che stabilisce che lasoglia minimaoltre la quale è obbligatorio mettere a disposizione il pagamento con il POS è di30 euro. L'effettivo utilizzo della carta è ovviamentea piacere del clienteche resta comunque libero di pagare nei modi che preferisce, anche in contati, ricordando però che fra privati, dopo la Manovra Salva Italia del Governo Monti, è vietato utilizzarli per cifre oltre i999,99 euro.

L'introduzione dell'obbligatorietà di utilizzo del POS anche per i professionisti si configura nel progetto di una riduzione sempre maggiore dell'utilizzo del contante, perché la sua produzione è costosa per lo Stato e perché è più facileevadere sfuggendo ai controlli fiscali.

L'obbligo si estende, ovviamente, anche alle prestazionierogate fuori dalla sede del professionista, pensiamo ad esempio agli interventi di idraulici ed elettrici a domicilio. E per questa ragione si stanno moltiplicando le offerte sui "mobile pos", cioè quegli apparecchi simili al POS per tipologia e funzionamento ma che non hanno bisogno di trovarsi vicino alle sedi fisiche. Questa nova tecnologia funziona attraverso una connessione mobile tramite smartphone o tablet.

In questa fasenon sono ancora state definite le sanzioniper chi non si adeguerà alla normativa introdotta dal Decreto Sviluppo ma questo intervento ha già fatto sollevarepolemicheda parte degli stessi professionisti.Il Consiglio Nazionale degli architetti, dei pianificatori, dei paesaggisti e conservatori,ad esempio, aveva tentato di fermare la manovra presentando unricorso al Tar del Lazio. Secondo il CNAPPC la norma eraillegittima perché consegnava un eccesso di potere allo dello Stato. Il presidenteLeopoldo Freyrie, ha anche specificato che: “L'obbligo di utilizzo del Pos da parte dei professionisti nulla ha a che fare con i principi di tracciabilità dei movimenti di denaro, realizzabili semplicemente con il bonifico elettronico configurandosi, invece, come unavera e propria gabella medioevale impropriamente e ingiustamente pagata a un soggetto privato terzo, le banche, che, oltretutto, non svolgono alcun ruolo, nel rapporto tra committente e professionista”. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso lasciando peròaperta la questione a ulteriori decisionianche se, allo stato attuale, tutti coloro i quali vendono beni e servizi sono costretti a dotarsi di un POS.

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