La terza eultima scadenzadel cosiddettospesometro 2014è alle porte. Dopo le prime due, del 10 e del 22 aprile (relative, rispettivamente, a chi paga l'IVA mensilmente e chi trimestralmente), c'è tempo solo fino al30 aprile(per commercianti e operatori finanziari per i quali non vige obbligo di fattura) per inviare i dati relativi allo spese affrontate, dopo di che cominceranno i controlli incrociati. Entro il 30 aprile, dunque, vige l'obbligo di inviare tutti i documenti di spese che superano i 3600 euroeffettuate nel 2013, quindi scontri, fatture e ricevute.
Lo Spesometro è uno degli strumenti che l'Agenzia delle Entrate utilizza perindividuare gli evasori fiscaliattraverso ilconfronto fra gli acquisti effettuati e il reddito dichiarato. Non si tratta di un'idea recente, l'introduzione di questo strumento è datata 2010, anno in cui il Fisco stabilì di incrociare i dati di fornitori e spese dei consumatori per le sue verifiche.
Dopo l'ultima scadenza l'Agenzia delle Entrate provvederà a completare la raccolta dei dati con gli acquisti effettuati attraverso il pagamento elettronico. Una volta inserite nei database tutte queste informazioni sarà possibile avviare il controllo per scovare le incongruenze fra dichiarazioni dei redditi e spese sostenute.
Ancora non è possibile calcolare quanti evasori verranno
individuati e a quanto ammonterà la cifra recuperata dal Fisco. È però
possibile fare il calcolo di quanto costerà questa
operazioneche
è ovviamente a carico dei contribuenti (e quindi anche sulle spalle di chi paga
regolarmente le tasse). I costi variano in base al tipo di operazione che
l'Agenzia delle Entrate compirà.
Per unalettera di intentoil prezzo è di circa183
euro; ogni posizione accertata daglistudi
di settoreha
invece una ricaduta media di187 euromentre perl'invio
dello spesometroil
costo, a carico del richiedente, è di103 euro. Per ottenere
questi calcoli ci si è basati suidati medi relativi ai costi delle
pratichequindi,
per esempio, le ore lavorative necessarie per elaborarle, il costo dei software
necessari e le ore di formazione che devono fare gli addetti.
La guerra all'evasione ha dunque un prezzo che ricade su tutti i cittadini che
essi abbiano evaso o meno il Fisco. Al momento, però, questa spesa sembra
essere inevitabile e necessaria perché senza di essa non sarebbero possibili le
indagini per scoprire chi evade causando un danno economico notevole. Basti
pensare che solo nel 2013, a causa del mancato gettito fiscale c'è stata una
perdita di180 miliardi di euroche colloca l'Italia al primo Posto in
Europa per evasione fiscale.
