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Equitalia ripartono le riscossioni

del 14/04/2014

Noi italiani, sul tema, siamo molto sensibili. Dopo lo stop dell'emissione di cartelle da parte dell'ente di riscossione dei crediti a causa della sanatoria, dal 16 aprile 2014dovrebbe rimettersi in moto la regolare emissione delle richieste di pagamento a firma Equitalia.

Non è una notizia del tutto positiva, naturalmente, soprattutto per quei settori sani del nostro sistema economico che sono ancora con l’acqua alla gola dopoanni di profonda Crisi.

Il condizionale però è d'obbligo, dal momento che la ripresa dell'emissione potrebbe incappare in una sorte dibuco normativo. Vediamo meglio: pur essendo stati prolungati i tempi per l'adesione alla sanatoria (il limite di tempo è stato spostato al 31 maggio), non è stato invece emessoalcun provvedimento per il blocco dell'emissione di nuove cartelle.

La sanatoria, ricordiamolo, prevedeva che coloro che non avevano effettuato il pagamento dicartelle emesse fino al 31 ottobre 2013, potessero provvedervi senza incorrere in interessi di mora o eventuali sanzioni (dalla sanatoria erano escluse le cartelle relative ai contributi previdenziali).

Se non verranno emessi ulteriori provvedimenti in merito, il rischio è che i contribuenti si trovino a fare i conti con un ente a doppia velocità: bloccato per le richieste di riscossione vecchie e invece prontissimo per quelle nuove, con conseguente caos anche da parte della stessa Equitalia.

Solitoguazzabuglio italico? Ripercorriamo le tappe dell’accaduto. Lo slittamento al 31 maggio per le cartelle emesse fino all'ottobre scorso è stato deciso in fase di votazione degli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati al DL 16/2014, dove perònon sono stati introdotti emendamenti riguardante la possibilità di emettere cartelle a partire dal 16 aprile.

La data sembrerebbe quindi definitiva, ovviamente nel caso in cui dibattito parlamentare non veda l'inserimento di un ulteriore emendamento nelle discussioni in atto. 

La questione è molto delicata. Ricordiamo che, l’Italia è anche conosciuta come il “Paese dei ricorsi” e, in questo caso, per quanto l'Ente di riscossione possa vedere positivamente la ripresa delle attività di riscossione, i contribuenti potrebbero incappare in una situazione poco trasparente e dar adito a centinaia di ricorsi.

Basta immaginare il caso in cui uno stesso contribuente si trovi contemporaneamente soggetto al blocco delle cartelle (per gli effetti del prolungamento della sanatoria), ma al tempo stesso ricevere nuove ingiunzioni di pagamento, emesse dopo lo sblocco.

Pensate che possa essere una situazione rara? Invece no: alcuni dati sull'attività di riscossione di Equitalia mostrano chiaramente come possano esseremilioni i cittadini coinvolti.

Nel solo 2013, infatti, Equitalia ha ottenuto la riscossione di circa sette miliardi di euro, con un calo di mezzo miliardo rispetto a quanto riscosso nel corso dell'anno precedente. Approssimando la popolazione residente a sessanta milioni (con una leggera sovrastima) possiamo affermare che la riscossione nel 2013 ha riguardato ogni cittadino (neonati compresi) per circa 117 euro.

La cifra, chiariamolo, rappresenta semplicemente una media che a molti potrebbe apparire di poca entità, ma rappresenta comunque una quota importante se rapportata a tutte le tipologie di reddito presenti nel paese.

Staremo a vedere, come sempre un po’ contrariati dalle tante “meraviglie italiche”.


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