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Exit tax come funziona

del 19/03/2014

La riscossione può essere sospesa, su opzione dell’imprenditore anche distintamente per ciascuno dei cespiti o componenti non confluiti in una stabile organizzazione situata o rimasta nel territorio dello Stato. La sospensione in esame può essere richiesta per i trasferimenti di residenza in Stati appartenenti all’Unione Europea oppure in Paesi aderenti all’Accordo sullo Spazio economico con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo sulla collaborazione in materia di riscossione dei crediti tributari. Rimangono comunque precluse alla sospensione:  i maggiori e minori valori dei beni che generano ricavi, cosi come elencati nell’art. 85 del TUIR; i fondi in sospensione di imposta, ai sensi dell’art.166, comma 2, non ricostituiti nel patrimonio contabile della stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato; gli altri componenti positivi e negativi che concorrono a formare il reddito dell’ultimo periodo d’imposta di residenza in Italia, compresi quelli relativi a esercizi precedenti, e non attinenti ai cespiti trasferiti, la cui deduzione o tassazione sia stata rinviata dal TUIR. Le nuove norme prevedono un versamento delle imposte in esame nell’esercizio in cui, in base alle regole del testo unico delle imposte, gli elementi dell’azienda o del complesso aziendale si considerano realizzati. Per le partecipazioni immobilizzate, il versamento avviene, oltre che in sede di cessazione, anche nell’esercizio di distribuzione degli utili e delle riserve di capitale delle società partecipate. Vengono, inoltre, richieste garanzie proporzionali all’ammontare dell’imposta sospesa e si ritiene obbligatorio il monitoraggio annuale delle plusvalenze in sospensione. Ipotesi di decadenza dalla sospensione con conseguente obbligo di versamento dell’Exit Tax si ha ad esempio in caso di trasferimenti della residenza fiscale in uno Stato al di fuori dell’UE oppure in uno Stato che non ha aderito all’Accordo sullo Spazio economico europeo nonché in caso di liquidazione o di estinzione del soggetto estero, di conferimento, fusione o scissione con conseguente trasferimento dell’azienda in altro soggetto residente in uno Stato diverso da quelli sopracitati. In alternativa alla sospensione ed al pagamento in un’unica tranche, viene concessa anche la possibilità di pagare l’imposta in 10 rate costanti, maggiorate degli interessi previsti per i casi di pagamento rateale. In questo caso, come nel caso di sospensione sono dovute le garanzie proporzionali agli importi sospesi. Il pagamento rateale esonera, però, dagli obblighi di monitoraggio annuale.


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