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Correzione delle dichiarazioni dei redditi

del 12/03/2014

L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.31 pubblicata il 24 settembre 2013, illustra gli effetti sul reddito d'impresa della correzione di errori in bilancio, fornendo i chiarimenti su come correggere eventuali errori contabili derivanti dalla mancata imputazione di componenti negativi e positivi nel corretto esercizio di competenza. In particolare, viene illustrato il corretto trattamento fiscale, ai fini Ires ed Irap, da applicare nel caso in cui i contribuenti procedano alla correzione di tali errori. La correzione dell’errore contabile non avrà un immediato rilievo fiscale, in quanto il componente negativo non dedotto oppure il componente positivo non tassato devono essere rilevati nel periodo di corretta competenza fiscale e non quando vengono contabilizzati in bilancio. Tuttavia, il Fisco non nega al contribuente il diritto di recuperare la maggiore imposta corrisposta o di tassare il reddito nel periodo corretto. Il documento in esame porta le linee guida in merito al trattamento fiscale applicabile nella correzione degli errori di bilancio. La circolare prende in considerazione alcune situazioni, portando al riguardo anche esempi numerici. In particolare, vengono considerate le ipotesi di: riconoscimento di costi non contabilizzati nel corretto esercizio; in questo caso, nella  dichiarazione dei redditi riferita al periodo di imposta in cui si provvede alla correzione, dovrà essere operata una variazione in aumento per azzerare fiscalmente il componente negativo che è transitato al Conto economico. Per recuperare la mancata deduzione, si dovrà presentare entro il termine previsto ai sensi art.2, comma 8 bis del DPR 322/98  una dichiarazione integrativa a favore. L’Agenzia riconosce ai contribuenti la possibilità di recuperare la mancata deduzione del costo anche nel caso in cui la dichiarazione integrativa a favore non è utilizzabile. In questo caso è necessario ricostruire il risultato delle annualità interessate dall’errore (sempre nei limiti dei periodi d’imposta ancora suscettibili agli accertamenti e verifiche ai sensi dell’art.43 DPR 600/73) e riliquidare autonomamente la dichiarazione relativa all’omessa imputazione e successive, fino all’ultima annualità d’imposta dichiarata. Per il primo esercizio emendabile, si dovrà presentare un’apposita dichiarazione integrativa nella quale devono confluire le risultanze delle riliquidazioni effettuate. La documentazione comprovante la rideterminazione così operata dovrà essere presentata nel caso delle comunicazioni di irregolarità emesse dall’Agenzia a seguito dei controlli automatizzati. Tassazione di ricavi non contabilizzati nel corretto esercizio; in primo luogo il contribuente deve presentare una dichiarazione integrativa a sfavore ai sensi art.2 comma 8 DPR 322/98 e provvedere al versamento della maggiore imposta dovuta. Nella dichiarazione dei redditi nella quale è presente il ricavo di competenza di un altro esercizio, dovrà essere fatta una variazione in diminuzione per sterilizzare fiscalmente il ricavo transitante al CE. Contemporaneo riconoscimento di costi e tassazione di ricavi non contabilizzati nel corretto esercizio; in caso di più errori che riguardano contemporaneamente sia componenti negativi che positivi, occorre innanzitutto verificare se il risultato complessivo sia a favore o a sfavore del contribuente, sempre se gli errori riguardano la stessa annualità. In base al risultato ci si dovrà comportare rispettivamente nel caso di riconoscimento dei costi omessi oppure tassazione di ricavi non contabilizzati. Invece, se  tali errori riguardano le annualità diverse occorre applicare le linee guida per la correzione sia dei costi omessi che dei ricavi non tassati. Il contribuente dovrà in primo luogo eliminare gli effetti dell’imputazione sbagliata mediante la presentazione della dichiarazione integrativa a sfavore. Inoltre sarà tenuto a versare delle maggiori imposte eventualmente dovute per l’esercizio. Potrà comunque recuperare la deduzione nel corretto periodo di competenza, seguendo le modalità previste per il riconoscimento di costi non contabilizzati nell’esercizio corretto.

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