Consulenza o Preventivo Gratuito

Trasferimenti immobiliari

del 04/03/2014

A partire dal 1 gennaio sono in vigore le nuove regole per l’applicazione delle imposte pagabili nell’ipotesi di trasferimento immobiliare. Il Legislatore è intervenuto sull’art 10 del D.Lgs 23/2011, cambiando in primo luogo le aliquote da applicare. Gli acquirenti delle prime case da venditori privati, dovranno pagare un imposta di registro pari al 2% del valore dichiarato in rogito. È stato in ogni caso stabilito un importo minimo per tale imposta, che non potrà essere inferiore a 1000 €. Per quanto riguarda le seconde case, acquistate da privati l’imposta di registro sale al 9 % (mentre negli anni precedenti variava tra il 3 e 8 %).Cambiano anche le aliquote delle imposte catastali e ipotecarie che verranno applicate in misura fissa in entrambi casi, cioè l’acquisto di prima e seconda casa, pari a 50 € ciascuna.

Nel caso di acquisto di immobile direttamente dal costruttore la situazione è più complessa. Nel caso della prima casa, se i lavori di edificazione sono terminati da meno di 4 anni, il compratore dovrà pagare l’iva pari 4%. L’imposta di registro nonché le imposte ipotecaria e catastale salgono rispetto agli anni precedenti e saranno di importo 200€ ciascuna. Se la prima casa viene acquistata dopo 4 anni dal ultimazione dei lavori, l’iva non viene applicata. L’imposta di registro applicabile sarà pari al 2%, oltre al prelievo catastale e ipotecario pari a 200 € ciascuno.

L’acquisto della seconda casa dal costruttore, per la quale i lavori sono terminati da meno i 4 anni, comporta l’obbligo di versare l’iva pari al 10% nonché oltre all’imposta di registro, ipotecaria e catastatale, ognuna di importo fisso pari a 200€. L’acquisto invece della seconda casa direttamente dal costruttore che ha ultimato i lavori da più di 4 anni, comporta applicazione dello stesso regime previsto per le abitazioni comprate da un privato ( l’imposta di registro pari al 9%, mentre le imposte ipotecaria e catastale vengono applicate in somma fissa e ridotta, con un importo di 50 € ciascuna).

Di recente, l’Agenzia delle Entrate con la circolare 2/E del 21 febbraio 2014 si è pronunciata in merito alla normativa in esame, definendo la doppia via in tema di requisiti dell’abitazione per il cui acquisto potrà essere richiesto l’agevolazione prima casa. Infatti se un immobile viene comprato con atto imponibile Iva, per poter godere dello status fiscale di “prima casa” lo stesso deve essere un’abitazione non di lusso ai sensi del DM del 2/08/1969 a prescindere dal  suo classamento catastale. Nel caso di un acquisto con un atto soggetto ad un imposta di registro proporzionale è necessario che tale immobile non venga classificato tra le categorie catastali A/1, A/8 e A/9, perdendo importanza l’assenza dei requisiti di lusso sopra citati.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati